giovedì, 14 giugno 2007

GLI EROI SON TUTTI GIOVANI E BELLI

Bisogna dire che mio fratello con quella sua storia del “vabbè ma allora puoi pensarlo per ogni cosa” ha decisamente smorzato il mio entusiasmo per questa riflessione. Va bene che non è che fosse esattamente una riflessione brillante, ma c’è da specificare che sono sotto esami e il mio cervellino se ne va rincorrendo in ogni momento di pausa (ma anche no) le idee più sciocche cercando un po’ di ossigeno…
Fatto sta che insomma pensavo: “chissà chi è stato il primo uomo al mondo, nella storia del mondo, in ogni angolo del mondo (insomma proprio il primo) ad aver mangiato
una fragola..!?!” (avevo avvisato che non era una gran riflessione).

Il fatto è che io me lo vedo proprio questo omino nella mia fantasia… Me lo immagino giovane e curioso, bello anche certo, con delle mani lunghe, agili e sottili. Eccolo essersi allontanato in cerca di uno svago o di un po’ di pace, camminare così, senza meta, guardando ora qui, ora là e aspettando un’ispirazione e poi trovarsi proprio sotto il naso questo frutto stranissimo! Rosso, lucido, con tutti quei cosetti appiccicati che non se ne parla di poterli toglierle! Immagino lo abbia toccato con una certa circospezione, ma solo dopo averlo accuratamente osservato e rimirato da ogni lato. Chissà come si sarà convinto ad assaggiarlo…!? E chissà che sorpresa nello scoprire il suo gusto così dolce, aromatico, la sua polpa morbida ma soda che ci si affondano i denti per bene ed esce tutto il succo! Cosa avrà fatto poi? Sarà corso ad avvisare gli altri? O sarà stato geloso della sua scoperta? Magari ne avrà rubata qualcuna per farla provare alla ragazza di cui era innamorato… (ma perché devo sempre andare a cascare in queste cose sdolcinate? Non va mica bene…).

Ma le fragole esistono da sempre? C’è un modo per saperlo? E a chi sarà venuto in mente che con il gelato erano ancora meglio? E con la panna poi…!

 

postato da: nautike alle ore 14/06/2007 23:56 | Permalink | commenti (10)
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lunedì, 04 giugno 2007

Se lo dico, lo faccio!

 

Eh sì mio caro!
Ho detto che ti avrei svergognato,
che avrei messo alla berlina la tua sbadataggine,
ed eccomi qui!
Ah si si!
Bhè con quello che hai combinato,
è il minimo che puoi sperare!

 

Allora per chi avesse la curiosità di capirci qualcosa,
vengo a spiegare.
Si dà il caso che Stefano
abbia enormi problemi di gestione dei suoi occhiali!
Li dimentica ovunque!
Celeberrima è la volta che furono rinvenuti
in frigorifero nella scatola dei formaggi!
Ad ogni modo non credete finisca qui,
li ha seminati davvero dappertutto!
Un paio li perse
a Torino
e non furono più ritrovati,
un’altra volta li dimenticò in una trattoria
a Trastevere
e dovette ritornare sin lì a prenderli.
Oggi, ehee… oggi!

 

Allora,
rientro dall’università
e lo trovo in tenuta
“giro in bicicletta”,
mi saluta dicendo che sarebbe tornato dopo poco,
ma non si vede fino quasi alle sette
quando (va detto!) si ripresenta a casa
portando il gelato anche per me
(il ragazzo ha i suoi lati buoni!).
Mangiamo il gelato
chiacchierando dei risultati del giro d’Italia
e apprendo che il mio corridore prediletto
(quello ingegnere che andava a fare gli esami in bicicletta)
non ha vinto,
poi si torna in camera,
di nuovo ai pc
e di nuovo a lavorare alla malefica tavola del degrado.
A questo punto inizia il bello!
Arriva da me con aria afflitta
dicendo che ha smarrito gli occhiali
e che probabilmente li ha lasciati
su un qualche muretto
di non si sa bene quale strada
in non si è capito quale punto…
Fatto sta che prendiamo la macchina
e ci mettiamo sulle loro tracce!
In su e in giù poi in su di nuovo,
poi a rovistare tra le piante,
e ancora su fino allo zodiaco
scrutando centimetro per centimetro ogni muretto.
Per poco non siamo finiti anche a Villa Giulia,
perché a quanto sembrava
sarebbero potuti essere anche su una panchina
lì da quelle parti…
Per farla breve,
dopo un po’ ci rassegniamo a tornare a casa,
convinti che questa volta
siano davvero persi definitivamente!
Volete sapere com’è finita?
Gli occhiali erano a casa,
sul tavolo!
Ma io dico…dove hai la testa?
Eh… sarà l’età!

postato da: nautike alle ore 04/06/2007 23:14 | Permalink | commenti (21)
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sabato, 12 maggio 2007

SOLO?

In realtà è da giovedì che volevo raccontarvelo,
ma questa settimana è stata
davvero pienissima di impegni e di studio
e prima di oggi non c’è stato
neppure un buchino piccolissimo di tempo.
Comunque visto che ormai ho superato
il “supplizio di Lucifero”
(
un’assistente davvero davvero… “molto dolce”!
Si nota il tono ironico?)
 ho bella e libera la giornata di oggi
per dedicarmi ad “attività ricreative”
(Oh dio no! Cosa ho detto??
Tutte le volte che ho questa intenzione
poi succedono catastrofi!
Vi dico solo che da quella che doveva essere
 la settimana ricreativa post-esami a febbraio
non mi sono ancora del tutto ripresa!).

Stamattina
piscina
e ora pomeriggio di nullafacenza casalinga
prima di
uscita serale
che da programma prevede
giro in centro, mostra e gelato.

Comunque
invece di divagare come al mio solito,
avevo iniziato a scrivere dicendo
che c’è
qualcosa che vorrei raccontarvi
(e che ho promesso a
Marta avrei scritto qui oggi)
quindi… comincio!

 

Allora, quando e dove?
E’ presto detto:
giovedì mattina in autobus direzione università.
Avevo con me tante di quelle borse
piene di libri, strumenti e blocchi,
oltre alla borsa del portatile che pesa da morire,
che per appoggiare qualcosa
mi ero accostata ai sedili di due signore
che chiacchieravano.
Avevo la musica nel lettorino mp3
(da cui ormai confesso sono dipendente,
la musica aiuta a far si che il cuore seguiti a battere)

quindi non sentivo cosa si stessero dicendo.
Facevo l’equilibrista con tutti i miei pacchi,
rispondevo ad un sms
e canticchiavo in mente (giuro!)
le canzoni che ascoltavo,
quando arrivata alla traccia con
“Vorrei” di Guccini
 scelgo di mandare avanti alla successiva
(è vero che la musica aiuta
a far si che il cuore seguiti a battere,
ma certe canzoni ci sono dei giorni
che proprio non si possono ascoltare!)
 e insomma,
mentre scorrevo le tracce, mi ha incuriosito
il dialogo delle due donne accanto a me
e così mi sono messa ad ascoltare…

 

La vecchina stava dicendo alla signora:
 “eh si perché sa i miei figli…
son bravi eh, però…
poi io li aiuto tanto…
e certe volte tengo i bambini
quando serve…
e poi faccio questo
e poi quest’altro…”
insomma raccontava  
più o meno la sua vita di tutti i giorni,
ad un certo punto dice:
“che poi io… che le devo dire?
Mi accontento tanto!”
E l’altra, con grande slancio:
“Brava signora! Fa benissimo!
Continui così che campa cent’anni!”

La vecchietta sgrana gli occhi
e fa una faccia preoccupatissima mentre dice:
“Cento? Bhè… magari un po’ di più…”

L’altra se la guardava esterrefatta,
io me la ridevo tra me e me e pensavo:
“Hai capito che vecchietta!?! Però!”
Allora la vecchina,
vedendo lo sguardo della sua interlocutrice,
rimasta senza parole
si appresta ad aggiungere:
“Sa io cento li faccio a giorni…!”

 

Incredibile!
Cent’anni e se ne stava lì,
arzilla e frizzante più di me!
Che dire? Complimenti!

 

Per Marta
con i migliori auguri per il suo compleanno
appena festeggiato,
forza Follettina, soffiaaaaa!

postato da: nautike alle ore 12/05/2007 16:29 | Permalink | commenti (3)
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lunedì, 05 marzo 2007

MA STAVOLTA E' PROPRIO FINITA!

Ancora non me ne rendo conto, come probabilmente è normale che sia, ma finalmente ho chiuso! E' stata la sessione di esami più lacrimosa della mia carriera, ma con la verbalizzazione di oggi pomeriggio, pazzotica e irripetibile, ho chiuso con gli esami almeno fino a giugno!
Forse ho scelto due esamacci troppo grossi da mettere insieme, ma almeno adesso con la parte più scientifica e matematica sono un pezzo avanti! Dopo questa "grande impresa" ci vorrebbe una lunga lista di ringraziamenti a tutti quelli che mi hanno sostenuto (e sopportato!), ma non siamo alla notte degli Oscar per cui ve la risparmio.
Ad ogni modo:
Uhhuufff...
Ci voleva un bel sospiro!

Mi aiutate a rimettere in ordine?
Ce n'è di ordine da dover fare...
e non solo sulla mia scrivania,
sepolta sotto pagine e pagine di calcoli e formule! 
Qua bisogna riassestare un po' tutto, e soprattutto
fare-fare-fare
un mucchio enorme di cose
nuove!

Allora?
Proposte?
E se mi tagliassi i capelli?
Magari mi faccio rossa...
(Non ditelo a Vale eh! Sarebbe capace di convincermi!)

 

Viva la vida
Modena City Ramblers

Questo è il tuo tempo, non lo lasciare
Un vento che passa e che non tornerà mai
Corre veloce senza esitare
Non guarda indietro il tempo che se ne va
Questo è il tuo tempo, sta
in fondo al cuore
Pulsa col sangue e corre forte nelle vene
E' il tuo respiro,
non lo sprecare
Brucia in un rimpianto se ti perdi ad aspettare
Politicanti, gente che tace
Tempi di guerra, ma in un tempo di pace
Tempi moderni da consumare
Segui adesso il ritmo, questo è il tempo di saltare!

Viva la vida, muera la muerte
Viva la vida, muera la muerte
Que viva, la vida
Non è più tempo di lamentarsi
E di chiamare pubblici gli affari privati
Non è più tempo dei moderati
Sempre fermi al centro senza voglia di cambiare
Politicanti, gente che tace
Tempi di guerra, ma in un tempo di pace
Sogni precari da consumare
Segui adesso il ritmo,
questo è il tempo di saltare!
Viva la vida, muera la muerte
Viva la vida, muera la muerte
Que viva, la vida

postato da: nautike alle ore 05/03/2007 22:03 | Permalink | commenti (7)
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mercoledì, 17 gennaio 2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dicesi “saldista” colui che presenta un’attitudine specifica all’acquisto in tempo di saldi. Quello del saldista (la scienza prima o poi lo dimostrerà con certezza dando consistenza scientifica alle mie teorie) è un gene specifico del nostro dna. Nell’insieme è piuttosto raro trovare delle persone che abbiano questo carattere puro, si tratta infatti un gene recessivo (ricordate la teoria di Mendel sulle piante dei piselli, o sui moscerini della frutta?).
Indicheremo il gene “saldista” con una esse minuscola: “s” mentre il gene del cattivo risparmiatore verrà contrassegnato da una lettera effe maiuscola: “F” che vorrà  ricordare la facilità del soggetto ad incassare Fregature.

Coloro che presenteranno, ad una qualunque generazione, dei cromosomi
FF, saranno i così detti “pessimi risparmiatori cronici”.
In questa categoria sono compresi  tutti coloro che presentano una spiccata intolleranza al contatto con grandi folle di persone; posseggono gusti estetici o conformazioni fisiche particolarmente singolari; seguono con scarsa attenzione rubriche di costume di giornali o telegiornali e non sono quindi informati sull’inizio dei saldi; amano impiegare ricche somme di denaro per i propri acquisti; sono particolarmente sfortunati e acquistano sempre un secondo prima del dovuto qualcosa che finisce per essere svenduta poco dopo.

Cromosomi
sF o Fs si trovano in quei soggetti particolarmente temuti dal “saldista puro”. Portatori di gene recessivo s non manifesto, sono i cosiddetti “saldisti della domenica” sono in sostanza la maggioranza delle persone e costituiscono un elemento di grande disturbo tanto per il soggetto “FF” che per quello “ss”. Presentano alcune caratteristiche del saldista, e sono pertanto protetti, per quanto occasionalmente, dal buon Mercurio, ma sono privi di alcune peculiarità essenziali, mancano in sostanza di quell’efficienza e rapidità che sono doti essenziali del buon saldista.
I saldisti della domenica “escono a dare un’occhiata”; non sono seriamente motivati all’acquisto; la loro fede nei saldi non è ferma e inviolabile; sono malleabili ai condizionamenti degli
”FF”; solitamente si attardano per strade o negozi incerti nell’agire; durante la loro uscita shopping si fanno generalmente accompagnare da parenti ed amici e si fanno così distrarre in conversazioni che finiscono per rallentarli ulteriormente.
Nonostante questo per il
saldista doc sono un grande pericolo, costituiscono un intralcio, possono indurlo a rallentare i suoi rovistamenti e la sua corsa, possono fargli perdere di vista qualche altro saldista puro e determinare la perdita di un grande affare, inoltre occupano in maniera prolungata specchi e camerini costituendo un grande intralcio per l’intero sistema economico!

Ma veniamo ora al
“saldista” vero! L’unico, il solo, che presenta il doppio carattere s! I portatori di cromosomi ”ss” sono una stretta minoranza di persone nella massa totale, e per questo forse ottimamente identificabili. Il “saldista” fa dei saldi la sua fede primaria. Poche cose possono venire a competere con la sua missione stagionale.


Come riconoscere o riconoscersi  un “saldista”:

1 - Il saldista esce da solo. Parte per la sua missione accompagnato unicamente da se stesso. Ha bisogno della massima concentrazione e rapidità. In casi eccezionali può accompagnarsi con altri saldisti doc, generalmente uno o due, ma sono casi davvero molto rari.
2 – Il saldista parte preparato. L’uscita shopping-saldi per lui non è un evento occasionale. Solitamente sperimenta una strategia elaborata nel corso degli anni. Inoltre si può affermare con certezza che nessun saldista si getta nella folla senza aver prima chiaro in mente “cosa-gli-interessa-dove”. Il saldista sa cosa vuole e va a colpo sicuro.
3 – Il saldista indossa un abbigliamento specifico, anche quello brevettato nel tempo. Si tratta di un abbigliamento leggero che non teme il riscaldamento dei centri commerciali, né dei piccoli negozi di quartiere,  essenziale nel numero di accessori (niente sciarpe, guanti, ombrelli, cappelli ecc… a cui dover badare) e facile da essere sfilato e riindossato durante le varie misurazioni.
4 - Il saldista è l’unica specie umana più scaltra dei negozianti. Abilità nel districarsi dalla folla, rapidità, efficienza, decisione e memoria sono le sue doti più spiccate. Il sadista sa cosa conviene acquistare e dove acquistarlo. Ricorda i prezzi che avevano precedentemente gli articoli e non si fa ingannare dai falsi ribassi. 

               A che categoria appartenete?

Dal momento che di sicuro ci sarà già chi starà malignando collocandomi ad occhi chiusi tra gli "ss", mi affretto a precisare che... no! Non c'è neppure una piccola "s" nei miei cromosomi! Sono, ahimè, un FF purissimo! La mia uscita shopping-saldi di domenica si è conclusa con l'acquisto degli unici jeans NON in saldo di tutto il negozio!

 



postato da: nautike alle ore 17/01/2007 15:08 | Permalink | commenti (28)
categoria:giallo, verde
venerdì, 12 gennaio 2007

Ragazzi miei cominciate a prenderci e a prendervi le misure perchè a quanto sembra il design vuole per la moda del 2007 un uomo "elegante e tecnologico" (citando fedelmente il servizio del tg). E se credete di essere al sicuro in quanto "internettofili traffichini di pc", sappiate bene questo non è sufficiente. Pantalone elegante, una giacca che cada come Dio comanda, camicia bianca... In una parola?

SMOKING!

Proprio, proprio così! Smoking!
E badate bene che io non c'entro nulla, certo mi trovo moooolto in sintonia con queste previsioni (tanto che azzarderei un coretto (ripetete con me) smoking! smoking! smoking!), ma vi assicuro che non ho corrotto nè influenzato nessuno!
E dal momento che, da quando Totti c'ha fatto la grazia di tagliarsi quei capelli (quanto non mi piacciono i ragazzi con i capelli lunghi...!), tutti dietro a rasarsi...
Che dire?
A me sembra che le cose si mettano proprio bene!

Ok, ok... parliamone con calma.
D'accordo... giacca e cravatta non sono il massimo della comodità, ma che ne dite del risultato estetico? Vi assicuro che un ragazzo in giacca e cravatta (o quanto meno con una signora camicia sotto il maglione!) è tutta un'altra storia! Non c'è proprio paragone!

Certo non posso nascondere che in estate pantaloni corti e t.shirt colorate facciano la loro figura, ma in inverno il maglione senza camincia (fatta eccezione per quelli a collo alto che, a discrezione, fanno tanto "teatro sperimentale", "filoso esistenzialista" o "professore di lettere sessantottino") è da ritenersi assolutamente out (ma come mi viene sto linguaggio da guru della moda? Aiutooo!) !

E poi (e qui, portate pazienza,
il mio spirito femminista emerge prepotentemente)

quante cose tocca sopportare alle donne?
E i tacchi, e la ceretta
(facciamo un cambio cravatta-ceretta? No eh? Ci scommettevo!)
e le gonne corte in inverno che poi ci si gela!
E questo, e quello...

Ad ogni modo, poche storie, ormai è deciso,
abbandonate (ma non troppo) 
il vostro spirito ribelle,
accorciate barba e capelli 
e... smoking!
 

postato da: nautike alle ore 12/01/2007 20:04 | Permalink | commenti (15)
categoria:giallo, verde
venerdì, 05 gennaio 2007

Ci penso e ci ripenso, ma un post doc da inizio d'anno, non mi viene proprio e così, giusto per ingannare il tempo, vi racconterò un aneddoto che a ben vedere c'entra e non c'entra con questo capodanno.

La sera di capodanno, avendo scovato il giorno prima un bel mucchio di fiches, eredità di una nonna giocatrice, in una delle dispense, ci è venuta voglia di tentare qualche mano di poker... L'esperimento è stato un fallimento su tutta la linea, diciamo che fino al cip il gioco era chiaro per tutti poi, per un verso o per l'altro, ognuno aveva grossi dubbi e perplessità, fatto sta che abbiamo lasciato perdere ben presto ripiegando su un più bevereccio "gioco dell'Asinello".
Ma non divaghiamo ché di succo alla pera col gin (che forse era meglio col rum) e gin&lemon ve ne ha già raccontato Saruccia
(dimenticando, ad onor del vero, il battesimo del Braghetto!)


Paul Cezanne, 
"Giocatori di carte" 1890-1892
Louvre, Parigi


Dunque, dunque…
Diversi annetti fa, eri il 1998, per festeggiare il loro venticinquesimo (ebbene sì!) anniversario di matrimonio, i miei genitori in Agosto fecero un viaggio negli Stati Uniti, da New York alla California, che durò un mesetto buono.
Io e mio fratello per passare le vacanze andammo con mia Nonna e le nostre cugine in Puglia (il resoconto del viaggio in treno di quella volta, merita assolutamente un capitolo a parte, quindi, se avrete pazienza, ci rivedremo ad una prossima puntata...)

Alla sera, dopo essere andati con una strana, davvero strana, compagnia a spasso per i paesetti del Salento, a passeggio in su e in giù per il lungomare, a pattinare (su questo vi risparmio i particolari...!) in una specie di centro sportivo che si chiamava, se non sbaglio, Smile, o cose simili che si fanno in vacanza; io e mio fratello (senza tanti misteri vi dirò subito che si tratta di Stefano) ce ne tornavano a casa e per ingannare il tempo prima di metterci a dormire, cosa difficilissima visto il caldo record di quella estate, facevamo lezioni di Poker!

Proprio proprio così!
Lezioni di Poker!
In cucina, riempiendo i bicchieri d'acqua poco per volta e giocando a far finta che fosse dell'ottimo Scotch Irlandese, Stefano mi insegnava regole, trucchi e punteggi del Poker. Sembra niente, ma vi assicuro che il gioco era preso molto sul serio, almeno da me, che, come da proverbio, in quanto principiante, mettevo su full di J e poker d’assi che era una bellezza!

Certo perché fosse una vera sala da gioco mancava qualche dettaglio, l'acqua non avrebbe dovuto essere acqua, le carte non avrebbero dovuto essere quelle sponsorizzate dal dentifricio, e le scommesse avrebbero dovuto essere regolarmente pagate, ma vi assicuro che in quell'estate di ghiaccioli all'amarena e pizza fumante al Lido Piccolo, in quell'estate in cui Luca Carboni, con la sua "Carovana", cantava "Colori" io imparai (un pochino) a giocare a Poker!

 

Colori
Luca Carboni

 

Quanti colori di sassi e di fiori,
di strade e di muri
di auto che vanno
di vele nel mare
accese dal sole
il tuo asciugamano
il tuo costume

che bei colori
le unghie e i tuoi occhi
col rosso di sera
...ma io vorrei sapere
per davvero tu cosa vedi

ma io vorrei sapere
per davvero cosa ti piace
E quanti suoni di grilli e cicale,
di un’auto che inchioda
di un bimbo che piange,
una mamma che sgrida,
tu che muovi qualcosa
E poi la tua voce
e poi mi chiami
... di risate lontane...
di queste zanzare
che mi fanno dannare
... ma io vorrei sapere
per davvero tu cosa senti

ma io vorrei sapere
per davvero cosa ti piace
E quanti odori
di cocco e di gas,
di
pizza col forno a legna
...terra bagnata ...
vernice,
caffè,
di menta e
amarena
Il tuo profumo
mentre ti bacio la schiena

che buon profumo
mentre ti spalmo di olio e di crema
... ma io vorrei sapere
per davvero tu cosa senti
ma io vorrei sapere
per davvero cosa ti piace
Quanti
sapori
di pesche e limoni,
la tua pelle col sale
quanti sapori
la bocca, il rossetto
...le lacrime amare
E quante cose
sento con le mie mani
la sabbia, il tuo seno,
poi sento che tremo
mentre ti stringo le mani
... ma io vorrei sapere
per davvero tu cosa senti
ma io vorrei sapere
per davvero cosa ti piace...

 

postato da: nautike alle ore 05/01/2007 17:13 | Permalink | commenti (7)
categoria:giallo, verde
sabato, 30 dicembre 2006


L'oroscopo, non che io lo segua più di tanto in realtà, ha pronosticato per i nati sotto il mio segno, quello dei gemelli, un anno di grandi rivoluzioni e cambiamenti. Pare non sarà un anno bello, solo un anno di grande lavoro, un anno di "preparazione" dicono, per raccogliere poi ricchi frutti durante l'anno che ancora dovrà venire... Attese, ancora attese! Eheee... che ci volete fare amici miei? Questo dicono le stelle!
Tra l'altro la cosa mi stupisce perchè in genere i Gemelli hanno sempre un oroscopo estremamente (e eccessivamente!) ottimista: amori e soldi a non finire! (Ma quando mai??)
Questo giro di carte sembra essere più realista! Del resto non è che non lo sapessi già da sola che se voglio dare una svolta a tutto qui, bisogna che mi dia da fare.

Ma alla fine a me va bene. Se si tratta di darsi da fare, un attesa attiva insomma, non ho problemi. Inizio a scalpitare e mi manca il respiro quando sono obbligata a restarmene con le mani in mano, o quando gli eventi iniziano ad accadere sfuggendo totalmente il controllo, le cose precipitano senza che ci sia modo di difendersi... questo sì fa uscir matti! Ma se il dovere è prendere coraggio, buttarsi nelle cose, farsi trascinare da un desiderio nuovo a scoprire e varcare qualche confine inesplorato... mi sta bene! Mi dà l'energia giusta per resistere alla mia proverbiale pigrizia!

Non so se in questo modo ho travisato il senso che suggerivano le stelle, ma è questo che mi auguro per l'anno che viene: essere indaffaratissima e non aver tempo di star a rimugginare, intristirmi e incaponirmi sulle solite questioni!
Un bilancio dell'anno che si va concludendo non conviene farlo davvero! Anno più inutile non poteva esserci davvero, sotto tutti i punti di vista. Mi pare di non aver fatto un passettino in avanti in nessuna direzione e proprio quei sentieri che parevano offrire le passeggiate più dolci, alla fine si sono rivelati i più ardui...

Venite, brindiamo!

Fuori il vecchio dentro il nuovo dunque! 
Ma stavolta per bene!


Auguri!

Cartello alla porta
Frencesco De Gregori
Ho fatto il pieno e cammino di notte come uno scemo
E mi prendo gli schiaffi e le botte del freddo e del vino
E premo l'acceleratore quando incrocio le luci blu
Ho fatto il pieno, ho perso il treno,
di quei treni che non passano più
C'è un cartello alla porta dice non disturbare
Sarà che non mi ami o che non mi vuoi amare
C'è un cartello alla porta dice forse domani
Ma domani, domani chissà
Ma domani, domani chissà
Ho fatto il pieno e mi viene da ridere come a un bambino
E confondo le stelle e il soffitto la notte ed i sogni e il cuscino
Ed è tardi per chiedersi adesso chi ha vinto e chi ha perso,
chi ha giocato di più
Ho perso il treno, ho fatto il pieno,
di quei pieni che non passano più
C'è un cartello alla porta dice non disturbare
Sarà che non mi ami o che non mi vuoi amare
C'è un cartello alla porta dice forse domani
Ma domani, domani chissà

postato da: nautike alle ore 30/12/2006 01:23 | Permalink | commenti (10)
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mercoledì, 06 dicembre 2006

Non mi pare di averne già scritto... No, no no direi di no... Uh bhè è storia vecchia ormai, saranno passati tre o quattro anni, almeno, ma visto che oggi ho passato il pomeriggio tra albero e presepe (un po' in anticipo lo so, ma sono in partenza) l'aneddoto natalizio, abbiate pazienza, ci sta tutto!

Era il periodo di Natale, tutto iniziò con una lunga attesa per un take-away in un ristorante cinese, zona giù per su Roma-sud. Per ingannare il tempo mio fratello inizò a chiacchierare con il bambino figlio dei proprietari e sempre per ingannare il tempo lo convinse a scrivere una letterina speciale a Babbo Natale che lui avrebbe provveduto poi a recapitare personalmente dal momento che, così disse, aveva con il vecchio babbo un rapporto strettissimo. "Lo conosco personalmente""ci ho appena parlato per telefono"; "Ieri sera è venuto a cena da me" e simili, insomma... dai e dai il bambino ci credette davvero! E si raccomandava, affidandogli la letterina, che mio fratello mettesse una buona parola!

Il giorno dopo, o giù di lì, mio fratello raccontò questa storia a me e mamma. Entrambe concordammo che dal momento che oramai si era sbilanciato in tanto grandi promesse, doveva assolutamente recapitare al bambino il regalo richiesto dalla lettera. Non ci si può mica prendere gioco così delle speranze di un bimbetto di sei o sette anni! Se si fa una promessa, questa promessa va mantenuta! Siccome però, chiacchiere a parte, così amicone con Babbo Natale, mio fratello non era per niente, si imbarcò per il negozio di giocattoli e acquistò quanto dovuto.

E qui inizia la fase tre: non poteva certo portarlo lui al bambino! Le favole vanno tessute per bene, occorreva qualcosa di più spettacolare! Ed ecco che entro in ballo io. Mia madre si armò di panno rosso e mi cucì in sedici più sedici trentadue (non è portata mamma per l'ago e il filo) un perfetto cappello da assistente di Babbo Natale! Perfetto vi dico, con tanto di pon-pon e risvolto! A convincermi ci volle un po', ma poi cedetti perchè l'avventura era tanto assurda quanto dolcissima, e non potetti proprio resistere! 

Studiammo prima tutto nei dettagli, la scena doveva apparire credibile, pensammo a cosa dire e a come sarremmo dovuti entrare e poi... ci lanciammo nella messa in scena!

Mio fratello attendeva a distanza, io entrai nel ristorante, semivuoto per fortuna in un'ora lontana dai pasti, con tanto di cappello in testa, sacca di corda contenente il regalo e letterina in mano, che controllavo come una ricevuta postale.

"Salve", dissi, "Buon Natale!"
"Buon Natale!?" mi risposero i genitori del bimbo, che non si rendevano conto di cosa volessi, il bambino non disse niente, ma sgranò gli occhi e mise le mani davanti alla bocca in segno di sorpresa.
"Cercavo un bambino di nome... di nome..., aspetti che controllo, sa per sicurezza, questo per noi è un periodo di grande fermento, non possiamo fare errori, sa sbagliare una consegna significherebbe... uhuuu, non mi faccia parlare! Ma che sciocca! Non mi sono neppure presentata, sono un'assistente di Babbo Natale, sono qui per suo conto!"
(Chi mi conosce stenterà a credere che io abbia davvero fatto questa recita davanti a dei perfetti sconosciuti, ma fidatevi, è successo davvero!)
"Dicevo dunque... Tommaso! Ecco sì, cerco un bambino di nome Tommaso, ho qui la sua lettera... Ma sei tu per caso?"
E Tommaso si nascose ancora di più tra le gambe dei genitori, così mi toccò fare capolino per incitarlo ad avvicinarsi e verificare che la lettera fosse realmente quella scritta da lui. Tommaso, che ve lo dico a fare, confermò!
"Bene" feci a quel punto "alla nostra redazione di Via della neve risulta che sei stato buono, quindi Babbo dice che puoi ricevere il giocattolo che ci hai richiesto" e finalmente aprii la sacco e cacciai il pacchetto!
Mio fratello entrò che Tommaso lo stava scartando, fece finta di non vedermi precipitandosi a domandare al bambino se avesse avuto notizie da Babbo Natale, perchè stando a quel che gli risultava, il regalo sarebbe dovuto arrivare proprio quel giorno. Tommaso mostrò il giocattolo ormai liberato da carta e nastrini e io subito mi feci avanti spiegando che avevo appena effettuato la consegna come richiesto.

Ce ne andammo che il bambino giocava fitto fitto con il suo regalo, salutammo i genitori che, quasi commossi, ci ringraziarono tanto, ma Tommaso neppure si accorse quando uscimmo dal locale, lì per lì rimannemmo un po' male per questo, ma a pensarci ora credo quasi sia stato meglio così, probabilmente nella sua fantasia siamo scomparsi volando tra un turbine di stelline proprio come i folletti delle fiabe!

postato da: nautike alle ore 06/12/2006 21:35 | Permalink | commenti (9)
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martedì, 07 novembre 2006

Ma Carlo così mi hai bruciato il post! Eh bhè cmq… sì! Computer nuovo! H.D. nuovo per essere precisi, e per essere ancora più precisi 160Gb nuovi nuovi! Una distesa sconfinata mi pare, che in mano a me rimarrà di sicuro inesplorata per gran parte, basti pensare che non avevo neppure saturato i miei vecchi 40! Perché l’ho cambiato vi starete allora, forse, chiedendo… Uh bhè non che sia successo granché in realtà, non è il caso di allarmarsi, solo che l’hd del mio pc fisso si è rotto improvvisamente giovedì sera proprio mentre io me stavo bel bella a vedere “Scoop!” al cinema, e per volere del cielo (e mia somma gioia) pareva proprio nell’unico modo sfigatissimo che non permette di recuperare i dati!
A dirla proprio tutta i dati si sarebbero potuti recuperare, ma sarebbe stato necessario affidare l’hd ad un centro di recupero dati che per appena appena 2500Euro, questo risulta ad una prima occhiata su internet, avrebbe svolto il lavoro! Ora voi capite bene che per potermi permettere una cifra simile avrei dovuto fare la “Snake-sitter” per circa tutto il resto della mia vita! E quindi mi pare evidente che non se ne sarebbe potuto far niente…  
Cosa avevo perduto? Certo l’ONU non aveva salvato sul mio pc qualche suo progetto segreto, né l’FBI mi aveva consegnato la copia unica dell’intero archivio informatico del caso Kennedy, né ero riuscita a soffiare a qualche megaindustria farmaceutica la ricetta segreta per la cura dell’AIDS, ma nei suoi quasi quattro anni di vita, il mio povero Mostro (così lo chiamavo negli anni floridi della sua giovinezza) aveva custodito tanti tanti pezzettini della mia vita… Lo scorso anno avevo dovuto formattare il pc per dei problemi al sistema operativo, quindi di parecchie cose avevo una copia su cd, ma non di tutto ovviamente, non delle cose salvate in seguito e non di alcune cartelle che aggiorno spesso e che quindi avevo salvato sulle pennette USB o su CD-RW.
In conclusione il bilancio della strage riportava tra morti e feriti numeri esorbitanti! E sarebbe stato inutile che mi fossi sforzata a ricostruirli perché erano decisamente troppi e oltretutto non avrebbero valso l’impresa! Si racconta che Campana sia finito in manicomio per avere ricostruito a memoria l’intera raccolta dei “Canti Orfici” dopo lo smarrimento del suo manoscritto, ma erano pur sempre i “canti orfici”! Nessuno dei miei file vale tanta fatica! E in generale in questi casi non varrebbe neppure la pena di sforzarsi troppo nel ricordare cosa si è perso, perché in ogni caso ce n’è per tutti i gusti! Dalle password ai codici; dai testi alle immagini; dalle scansioni di documenti alle foto, dai file ricevuti alla musica, dai testi scritti ai link salvati, e potrei continuare eh, uhuu se potrei continuare…! Fromm scrive in “Avere o Essere?” che non bisognerebbe mai affidare nulla della propria memoria alla forma scritta, o si finisce per indebolire la propria mente e renderla dipendente da qualcosa di esterno. Bhè… che dire? Ha ragione da vendere! Ma ormai il danno è fatto, che siamo più o meno tutti dipendenti da un pc è assodato (fatta eccezione per i fedelissimi nemici dell’informatica che ormai però sono un numero sempre più sparuto).
Avrete notato però che raccontandovi di cotanta sventura ho usato il tempo al passato, eh già perché il tutto ha avuto un’inaspettata svolta positiva! Quando stamattina sono andata a ritirare il pc, ho scoperto che al contrario di quello che il tecnico aveva pronosticato ieri (e cioè una vera ecatombe!) era tranquillamente riuscito a recuperare tutti i dati! Bhè… tutto è bene quel che finisce bene, ma certo (e in molti potrebbero testimoniarvelo!) tutta questa faccenda dei dati perduti mi ha fatto disperare parecchio! Forse ha ragione chi dice che per queste cose, questioni di computer intendo, ce la si prende sempre troppo a cuore, ma il fatto è che a torto o a ragione una gran parte della nostra vita passa per queste scatole e mi faceva proprio rabbia che qualcosa dovesse rimanere imprigionato per sempre nei dischi inceppati del vecchio mostro!

Ah poi ovviamente visto che l’FTP è saltato vi toccherà sopportare ancora i Cramberries con Analyse, che non ero convinta neppure quando l’ho messa, ma via  tutto sommato poteva anche andarvi peggio...!

postato da: nautike alle ore 07/11/2006 23:02 | Permalink | commenti (7)
categoria:giallo, verde, arancione