Ma lei verrà in barca con noi?
Che gusto squisito si trae dall’avere ragione!
Certo la ragione si dà agli stolti
e certo ottenere di avere ragione su una determinata faccenda,
non comporta che quella stessa faccenda stessa
venga poi risolta, ma intanto…!
Che soddisfazione, che appagamento!
Dal colloquio con il professore sono emerse tre cose:
1. il progetto va bene,
entra “un tantino” in contrasto
con il principio del minimo intervento,
ma risponde a quello che si richiedeva per l’esame
2. lui non intende aiutarci con il computo,
il cronoprogramma e il quadro economico
3. io ho ragione.
Il tempo che ho avuto per riflettere
nei mesi in cui sono stata male,
mi ha dato la possibilità
di vedere un po’ tutta la mia situazione dall’esterno.
Risultato?
Qui bisogna rimboccarsi le maniche!
Qui bisogna cambiare qualcosa!
Come il professore ha confermato,
compiendo un grande atto di onestà a mio giudizio,
mamma-università non ci sta insegnando nulla!
Perché?
Perché i professori sono sempre più professori
e sempre meno insegnanti:
il loro tempo è minimo e la loro dedizione pressoché nulla.
Soluzioni?
Nessuna!
O meglio, infinite!
Ma bisogna mettersi sotto,
aprire occhi, cervello, orecchie,
insomma tutto l’apribile nei limiti dell’eticamente corretto,
e captare qualunque informazione utile
per scegliere la strada migliore per formarsi
anche a costo di staccarsi dalle gonne di mamma-università,
o di relegarla il più possibile ad un angolo.
In concreto che conto di fare?
Mo ci penso eh…