martedì, 29 gennaio 2008

Ma noi e loro siamo sulla stessa barca?

Grazie al meritorio contributo del big-brother  TwinSun
che si è prestato a mettermi l’ftp sul portatile,
libero me e voi della struggente Gocce di memoria,
per sostituirla con una più giusta Ti ti ti ti!

Il buon Rino ci ha fatto compagnia l’altro giorno in facoltà
perché sulla lavagna pulita pulita di un’aula
qualcuno aveva scritto a caratteri cubitali
“ti ti ti ti… siamo sulla stessa barca io e te”

e così io non ho potuto fare a meno
di canticchiarmela in testa per tutta la giornata
ad intervalli regolari intramezzati da
amletici dubbi come:
“Ma Lucia il ferro…quanto pesa?”

 

 

Domani altra giornata intera all’università
per
implorare la collaborazione del laboratorio informatico
(che invece per inciso dovrebbe offrircela di diritto,
ma si sa… è un brutto mondo!)
dopo di che il grandioso quanto sofferto progetto di restauro
si potrà dichiarare finalmente concluso!

Attualmente nelle aule la temperatura sfiora lo zero

quindi passare lì
dieci ore al giorno è una vera goduria,
l’ultima volta ci sono voluti quaranta minuti
di doccia bollente per scongelarmi.
Lungi da me voler fare trapelare da queste parole delle critiche!

Se lo avete pensato siete dei malfidati

e vengo a spiegarvi come stanno i fatti.

In realtà le aule sono gelide

perché la facoltà è impegnata nella lotta all’effetto serra!

Mai sentito parlare dell’effetto serra?

Ecco,

loro vogliono combatterlo rinunciando stoicamente al riscaldamento

e noi siamo immensamente lieti di dare il nostro sentito contributo!

(“sentito” l’abbiamo sentito,

abbiamo sentito un gran freddo!)

D’altro canto c’è da dire che non dimenticano l’impegno sociale

della lotta alla disoccupazione,

è vero che probabilmente noi quando usciremo di lì non troveremo lavoro,

se non a condizioni di miseria,

come migliaia di laureati di questi tempi,

ma per ora la facoltà ci sprona a contribuire al reddito

dei poveri bisognosi del negozio di plottaggi

che con carità misericordiosa ci offrono i loro servizi

a soli dieci euro a stampa!

(per il progetto di restauro ne occorrono più di cinquanta!)

Alcuni dati circa il numero degli studenti

che riescono a laurearsi entro i tempi stabiliti

(relativamente al mio anno di immatricolazione

questo numero è per l’esattezza: “manco uno”)

potrebbero indurre a maligne considerazioni

sul cattivo funzionamento delle strutture,

dell’organizzazione dei corsi e delle sessioni d’esami,

niente di più sbagliato!

Il sistema è stato brevettato così volutamente,

ci vogliono così bene…

non hanno cuore a lasciarci andare!

 

 

 

Ti ti ti ti
Rino Gaetano

 

A te che che sogni una stella ed un veliero
che ti portino su
isole dal cielo più vero
a te che non sopporti la pazienza
o abbandonarti alla più sfrenata continenza
a te
hai progettato un antifurto sicuro
a te che lotti
sempre contro il muro
e quando
la tua mente prende il volo
ti accorgi che sei rimasto solo
a te che ascolti il mio disco forse sorridendo
giuro che la stessa rabbia sto vivendo
stiamo sulla stessa barca io e te
ti ti ti ti ti ti ti ti ti ti ti . . .
a te che odi i politici imbrillantinati
che
minimizzano i loro reati
disposti a mandare tutto a puttana
pur di salvarsi la dignità  mondana
a te che non ami i servi di partito
che ti chiedono il voto, un voto pulito,
partono tutti incendiari e fieri
ma quando arrivano sono tutti pompieri
a te che ascolti il mio disco forse sorridendo
giuro che la stessa rabbia sto vivendo
stiamo sulla stessa barca io e te
ti ti ti ti ti ti ti ti ti ti ti . . .

 

postato da: nautike alle ore 29/01/2008 22:44 | Permalink | commenti (3)
categoria:verde, arancione
giovedì, 17 gennaio 2008

Ho appena finito il settimo e ultimo libro della saga di Harry Potter. Ho iniziato a leggerlo lo scorso anno e l’ho completato solo in questi mesi. Era una sfida. Volevo dimostrare ad una amica che sì d’accordo non è male come credevo, ma non vale tanto clamore, e invece… invece mi sono ritrovata a doverlo apprezzare moltissimo. Chi crede che si tratti di una lettura per l’infanzia sbaglia di grosso, tanto per vocabolario che per articolazione degli intrecci non deve assolutamente essere disdegnato da un lettore adulto e per giunta navigato. Sette libri, ciascuno con un numero medio di pagine non inferiore alle cinquecento e mai una caduta di stile, mai un punto di fallo, mai una soluzione banale per liberarsi di un cavillo. Tutto, fino nei più minimi dettagli ha la precisione e la raffinatezza di un cesello. I libri dialogano tra loro, ciascuno è indispensabile all’altro, personaggi, luoghi, miti, leggende vengono ripresi, sviluppati, chiariti, negati e svelati nel corso dello svolgimento della storia che non perde occasione per concedersi richiami ironici e parodie. I personaggi sono curati e accompagnati nella loro evoluzione e l’approfondimento concesso a ciascuno di loro non è mai divagazione o virtuosismo ma sempre arricchimento al complesso narrativo.

Avessi avuto qualche anno in meno, mi sarei concessa di abbandonarmi totalmente alle meraviglie del mondo della magia, in ogni cosa avrei visto un incantesimo, in ogni luccichio un sortilegio, di ogni segreto avrei fatto un incanto fidelius, ma questa sorta di età adulta in cui mi trovo impone delle regole e così con quel bastoncino che ho qui sul tavolo, che non riesce a non sembrarmi tanto una bacchetta magica, faccio ciò che fanno i grandi, ciò che si confà ad una babbana come tante: mi lego i capelli.

Babbana… vorrei solo non esserlo tanto da non saper scrivere una storia così!

postato da: nautike alle ore 17/01/2008 19:19 | Permalink | commenti (2)
categoria:bianco, arancione