
Cosa ne hai fatto?
Di quella scintilla, di quella piccola luce,
cosa ne hai fatto?
Cosa metterai ora lì?
Quel vuoto, come lo colmerai?
Di tutti quei giorni che non verranno,
che non esisteranno,
terrai memoria?
Quando è stato?
Cosa è successo?
Era buio o c’era il sole fuori?
Quando il tempo ti riporterà indietro,
come la risacca del mare,
queste ore
come le racconterai a te stessa?
Cosa ne farai?
Non me lo ricordo.
Non l’ho visto.
Quando quel qualcosa dentro di te
si è rotto,
io non c’ero, non ho visto.
Non lo so.
Non lo so più se abbiamo delle responsabilità
sulla vita degli altri,
non so se è anche colpa mia,
se avrei dovuto fare di più,
se avrei dovuto fare almeno qualcosa.
Avviene tutto in un istante.
E’ quell’attimo che cambia il corso degli eventi,
che determina che direzione debbano prendere le cose,
che potere abbiamo su quell’istante?
Fino a che punto
si sceglie la persona che si vuole diventare?
Io ho scelto di essere così?
Sì.
Dobbiamo risponderci di sì.
Non si può accettare di non avere alcun controllo,
delle scelte si possono fare,
si devono fare!
Non avevi alternative?
Io non ci credo.
Si può, si può vivere diversamente,
si può stare almeno più attenti!
Ora che non è più dentro di te,
è tutto risolto?
Una mattina qualunque,
di un giorno lontano da qui,
ti sveglierai e ti mancherà il respiro
al pensiero di…
ma cosa ne hai fatto?
Non criticherei la tua scelta
se l’avessi presa con coscienza.
Non posso giudicare?
Devo farlo!
Non si può accettare tutto,
bisogna non essere d’accordo!
Dove sei?
Non hai avuto neppure paura!
Neppure paura…
Cosa è successo?
Cosa ne hai fatto?



