“Ancora lo zio Walt!”

IL COMPENDIO DEI COMPENDI
La verità è inattesa in ogni cosa,
non affretta né ostacola il suo parto,
non ha bisogno del forcipe né del chirurgo.
L’irrilevante è importante ai miei occhi quanto il resto
(Cos’è inferiore o superiore al tatto?).
La logica e i sermoni non convincono mai,
l’umido della notte penetra più profondamente nella mia anima
(Solo ciò che dà la prova di sé a ogni uomo e a ogni donna,
solo ciò che nessuno smentisce è così.)
Un solo attimo e una mia sola stilla mettono in ordine la mente,
Credo che ogni zotico possa diventare lampada e amante,
e che il compendio dei compendi è la carne dell’uomo e della donna,
E sommità fiorita il sentimento che hanno l’uno per l’altra,
e che devono diramarsi senza limiti da quella lezione
finché diventi onnifica,
e finché tutti ci daranno gioia, e noi a loro.
Walt Whitman
”Foglie d’erba”
Qualora Stefano se lo stesse chiedendo:
è proprio così!
Ho preso il tuo libro di Whitman dalla libreria, so che non ti dispiacerà, e ho letto qui e lì, saltando senza criterio da una pagina all’altra e raccogliendo quello che mi pareva potesse essere bello. Ho messo da parte un bel po’ di versi e se mi riuscirà di non esserne troppo gelosa li pubblicherò qui. Avresti dovuto dirmi che quelle poesie erano così belle, alcuni versi li ho trovati splendidi, altri difficili, da studiare con calma e attenzione, ma nell’insieme molto comunicativi.
Sai quando sfogli un libro e ti pare che ogni parola sia una rivelazione? E’ stato un po’ così.
La verità, la v e r i t à. . .! Bastasse leggere un libro per sapere e capire tutto ciò che vorremmo sapere e capire, bastasse un libro per avere tutte le risposte che cerchiamo, tutti i consigli di cui ancora non sappiamo neppure di avere bisogno…! Eh già! Tuttavia la lettura rimane ancora una cosa meravigliosa, rimane ancora uno dei modi più belli per coltivare le proprie curiosità, per alimentare il proprio desiderio di conoscere, per non smettere di aver bisogno di onestà.
Leggi con me, leggete con me.
Un altro giorno è andato
Francesco Guccini
E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito,
quanto tempo è ormai passato e passerà?
Le orchestre di motori ne accompagnano i sospiri:
l' oggi dove è andato l' ieri se ne andrà.
Se guardi nelle tasche della sera
ritrovi le ore che conosci già,
ma il riso dei minuti cambia in pianto ormai
e il tempo andato non ritroverai...
Giornate senza senso, come un mare senza vento,
come perle di collane di tristezza...
Le porte dell'estate dall' inverno son bagnate:
fugge un cane come la tua giovinezza.
Negli angoli di casa cerchi il mondo,
nei libri e nei poeti cerchi te,
ma il tuo poeta muore e l' alba non vedrà
e dove corra il tempo chi lo sa?
Nel sole dei cortili i tuoi fantasmi giovanili
corron dietro a delle Silvie beffeggianti,
si è spenta la fontana, si è ossidata la campana:
perchè adesso ridi al gioco degli amanti?
Sei pronto per gettarti sulle strade,
l' inutile bagaglio hai dentro in te,
ma temi il sole e l' acqua prima o poi cadrà
e il tempo andato non ritornerà...
Professionisti acuti, fra i sorrisi ed i saluti,
ironizzano i tuoi dubbi sulla vita,
le madri dei tuoi amori sognan trepide dottori,
ti rinfacciano una crisi non chiarita:
la sfera di cristallo si è offuscata
e l' aquilone tuo non vola più,
nemmeno il dubbio resta nei pensieri tuoi
e il tempo passa e fermalo se puoi...
Se i giorni ti han chiamato tu hai risposto da svogliato,
il sorriso degli specchi è già finito,
nei vicoli e sui muri quel buffone che tu eri
è rimasto solo a pianger divertito.
Nel seme al vento afferri la fortuna,
al rosso saggio chiedi i tuoi perchè,
vorresti alzarti in cielo a urlare chi sei tu,
ma il tempo passa e non ritorna più...
E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito,
quanto tempo è ormai passato e passerà!
Tu canti nella strada frasi a cui nessuno bada,
il domani come tutto se ne andrà:
ti guardi nelle mani e stringi il vuoto,
se guardi nelle tasche troverai
gli spiccioli che ieri non avevi, ma
il tempo andato non ritornerà,
il tempo andato non ritornerà,
il tempo andato non ritornerà...







Ragazzi miei cominciate a prenderci e a prendervi le misure perchè a quanto sembra il design vuole per la moda del 2007 un uomo "elegante e tecnologico" (citando fedelmente il servizio del tg). E se credete di essere al sicuro in quanto "internettofili traffichini di pc", sappiate bene questo non è sufficiente. Pantalone elegante, una giacca che cada come Dio comanda, camicia bianca... In una parola?
E ti aspetto. Non dovrei, ma... aspetto ugualmente. 


Il contagio è inevitabile amici miei, non ho potuto sfuggirne, mi ha colpita in pieno e soprattutto mi ha colto alla sprovvista,