mercoledì, 31 gennaio 2007

“Ancora lo zio Walt!”

IL COMPENDIO DEI COMPENDI

La verità è inattesa in ogni cosa,

non affretta né ostacola il suo parto,

non ha bisogno del forcipe né del chirurgo.

L’irrilevante è importante ai miei occhi quanto il resto

(Cos’è inferiore o superiore al tatto?).

 

La logica e i sermoni non convincono mai,

l’umido della notte penetra più profondamente nella mia anima

 

(Solo ciò che dà la prova di sé a ogni uomo e a ogni donna,

solo ciò che nessuno smentisce è così.)

 

Un solo attimo e una mia sola stilla mettono in ordine la mente,
Credo che ogni zotico possa diventare lampada e amante,

e che il compendio dei compendi è la carne dell’uomo e della donna,
E sommità fiorita il sentimento che hanno l’uno per l’altra,

e che devono diramarsi senza limiti da quella lezione

finché diventi onnifica,

e finché tutti ci daranno gioia, e noi a loro.

 

Walt Whitman
”Foglie d’erba”

 

 

 

Qualora Stefano se lo stesse chiedendo:
è proprio così!
Ho preso il tuo libro di Whitman dalla libreria, so che non ti dispiacerà, e ho letto qui e lì, saltando senza criterio da una pagina all’altra e raccogliendo quello che mi pareva potesse essere bello. Ho messo da parte un bel po’ di versi e se mi riuscirà di non esserne troppo gelosa li pubblicherò qui. Avresti dovuto dirmi che quelle poesie erano così belle, alcuni versi li ho trovati splendidi, altri difficili, da studiare con calma e attenzione, ma nell’insieme molto comunicativi.
Sai quando sfogli un libro e ti pare che ogni parola sia una rivelazione? E’ stato un po’ così.
La verità,  la  v e r i t à. . .! Bastasse leggere un libro per sapere e capire tutto ciò che vorremmo sapere e capire, bastasse un libro per avere tutte le risposte che cerchiamo, tutti i consigli di cui ancora non sappiamo neppure di avere bisogno…! Eh già! Tuttavia la lettura rimane ancora una cosa meravigliosa, rimane ancora uno dei modi più belli per coltivare le proprie curiosità, per alimentare il proprio desiderio di conoscere, per non smettere di aver bisogno di onestà.
Leggi con me, leggete con me.

 

 

 

Un altro giorno è andato
Francesco Guccini

E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito,
quanto tempo è ormai passato e passerà?
Le orchestre di motori ne accompagnano i sospiri:
l' oggi dove è andato l' ieri se ne andrà.
Se guardi nelle tasche della sera
ritrovi le ore che conosci già,
ma il riso dei minuti cambia in pianto ormai
e il tempo andato non ritroverai...

Giornate senza senso, come
un mare senza vento,
come perle di collane di tristezza...
Le porte dell'estate dall' inverno son bagnate:
fugge un cane come la tua giovinezza.
Negli angoli di casa cerchi il mondo,
nei libri e nei poeti cerchi te,
ma il tuo poeta muore e l' alba non vedrà
e dove corra il tempo chi lo sa?

Nel sole dei cortili i tuoi fantasmi giovanili
corron dietro a delle
Silvie beffeggianti,
si è spenta la fontana, si è ossidata la campana:
perchè adesso ridi al gioco degli amanti?
Sei pronto per gettarti sulle strade,
l' inutile bagaglio hai dentro in te,
ma temi il sole e l' acqua prima o poi cadrà
e il tempo andato non ritornerà...

Professionisti acuti, fra i sorrisi ed i saluti,
ironizzano i tuoi dubbi sulla vita,
le madri dei tuoi amori sognan trepide dottori,
ti rinfacciano una crisi non chiarita:
la sfera di cristallo si è offuscata
e l' aquilone tuo non vola più,
nemmeno il dubbio
resta nei pensieri tuoi
e il tempo passa e fermalo se puoi...

Se i giorni ti han chiamato tu hai risposto da svogliato,
il sorriso degli specchi è già finito,
nei vicoli e sui muri quel buffone che tu eri
è rimasto solo a pianger divertito.
Nel seme al vento afferri la fortuna,
al rosso saggio chiedi i tuoi perchè,
vorresti alzarti in cielo a urlare chi sei tu,

ma il tempo passa e non ritorna più...

E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito,
quanto tempo è ormai passato e passerà!
Tu canti nella strada frasi a cui nessuno bada,
il domani come tutto se ne andrà:
ti guardi nelle mani e stringi il vuoto,
se guardi nelle tasche troverai
gli spiccioli che ieri non avevi
, ma
il tempo andato non ritornerà,
il tempo andato non ritornerà,
il tempo andato non ritornerà...

 

postato da: nautike alle ore 31/01/2007 18:38 | Permalink | commenti (11)
categoria:rosso, bianco
sabato, 27 gennaio 2007


Nella lettera che mi scrisse, più di tutto parlava di questo. Diceva di guardare avanti e non avere mai paura di chiedere aiuto. Diceva che il futuro mi avrebbe portato qualcuno che del mio aiuto avrebbe avuto bisogno, e a cui avrei potuto chiederne un po’ in cambio quando mi fosse stato necessario. Forse quel futuro non è ancora arrivato, forse quel qualcuno non è ancora qui, per quanto io abbia potuto forse scambiarlo qualche avventore di passaggio, perché di questo scambio meraviglioso e santo non mi pare di vedere traccia.
Nella lettera diceva di… raccontava un sacco di cose in realtà, ma non ho voglia di rivelarle sapete? Sono cose mie.
Holden ha ragione, non bisogna raccontare troppo di sé o si finisce per sentire la mancanza di tutti coloro con cui abbiamo condiviso anche un minimo ricordo.
Ad ogni modo mi scrisse di avere fiducia in quello che il tempo avrebbe portato, scrisse che un sacco di cose sarebbero dovute accadere e che tutto il bello della vita non era dietro le spalle, già sepolto dai giorni andati, ma davanti ai miei occhi, solo ancora troppo lontano per essere distinto con chiarezza. Ebbene, di anni ne son trascorsi, tre pieni e quasi quattro oramai da quel mio compleanno, ma la nebbia non è ancora calata.


Lui si preoccupa per me, più come un padre che come un fratello, se vogliamo dirlo. Vorrebbe che io fossi felice, questo mi ha detto in macchina l’altro giorno, quando ci ho messo tanto a ritornare… Ma io vorrei tanto che potesse esserlo lui, più di me o forse perché possa esserlo anch’io davvero.  
Ho imparato, ma questo non significa che ne sia capace, che di aiuto non bisogna chiederne. Non bisogna chiederne mai. Anche se lo si è offerto già in cambio in precedenza, non bisogna chiederne ugualmente, non bisogna aspettarsi nulla da nessuno, con le dovute rarissime eccezioni s’intende, in nessuna circostanza. Condividere un’emozione o un sentimento con qualcuno è… deve essere una cosa meravigliosa, vero? Confesso che non mi è capitato poi così tante volte, o che, peggio, le volte che non mi è riuscito hanno finito per guastare quelle in cui era stato possibile.
Qualche anno davvero buio, risalente a tempo ormai trascorso, mi ha insegnato con chiarezza a non cercare appigli e sostegni, eppure… eppure seguito a sbagliare, forse proprio perché non smetto di sperare che il pronostico di quella lettera si avveri.

postato da: nautike alle ore 27/01/2007 21:55 | Permalink | commenti (4)
categoria:blu
giovedì, 25 gennaio 2007

I sentimenti devono essere sempre in libertà.
Non si deve giudicare un amore futuro
in base alla sofferenza passata.

 Paulo Coelho

 

Come siamo ingiusti!
Difficile stabilire a chi sia che facciamo il torto maggiore, se a noi stessi o alle persone che scegliamo, con maggiore o minore coscienza, di allontanare. Spesso il nostro comportamento è così istintivo e irrazionale che di combinare pasticci o ferire qualcuno, neppure ce ne accorgiamo.
“I sentimenti devo essere sempre in libertà”

Chi potrebbe negare questo principio?
Chi sarebbe pronto a confessare di aver scacciato
o snobbato volutamente qualcuno
sulla scorta di un dolore antico causato da
qualcun altro?

Nessuno!  Eppure…
eppure, se fossimo più onesti, ciascuno saprebbe ritrovare dentro di sé traccia di qualche episodio in cui, per paura di nuova sofferenza, ha finito per comportarsi così, per alzare barriere.
Forse è la normalità degli eventi a causare questi ingorghi di sentimenti opposti, forse è inevitabile che accada, è inevitabile che si rimanga sempre un po’ schiacciati dalle situazioni e che ci si senta un po’ frastornati dai venti del cambiamento
che sempre e sempre soffiano fortissimo.
Ma io, forse sulla scorta di questi miei ventuno anni ancora così “puliti” e “rigidi”, come una
camicia fresca di bucato
che all’inizio fa fatica ad accomodarsi alle spalle e alle braccia e rende i movimenti un pochettino impacciati,
preferisco pensare che a ci sia il modo di non piegarsi, che a tutto questo ci sia rimedio. Preferisco pensare che il nostro cuore non sia mai troppo stropicciato e sdrucito da non poter essere buono
per un amore nuovo.

Se solo ci concedessimo più libertà…!
Se solo riuscissimo ad accantonare per un minuto tutti i nostri dubbi e ci lasciassimo trasportare verso ciò a cui i nostri sentimenti tanto aspirano! Se solo avessimo il coraggio e la forza per essere più uomini! Fossimo più “spaventati” dalla nostra incombente fugacità e più desiderosi di vivere! Se solo capissimo che tutto il tempo che sprechiamo per le nostre infinite attese è tempo che sottraiamo alla felicità!
Facciamo spazio nella nostra mente a nuovi ricordi, a nuova vita, permettiamo che nuove ricorrenze occupino il posto di vecchi compleanni, lasciamo che nuove braccia ci possano stringere e nuove labbra raccontare e nuove orecchie ascoltare
e nuove mani accarezzare.
Siamo così ingiusti!
Con quale diritto chiudiamo le porte al nuovo per tenerci ancorati al vecchio? Potessi spiegarvi davvero quanta importanza concedo ai ricordi nella mia vita, probabilmente pensereste di usare quelle mie stesse parole per confutare queste che ora vi sto dicendo, sarebbe uno sbaglio perché… non c’è contraddizione! Il passato e il futuro non sono due universi lontani e separati, sono dei fluidi mescolati insieme e conservati in un quel posto che, non essendo qui e ora, per convenzione chiamiamo altrove. Passato e futuro vivono l’uno dell’altro, si alimentano a vicenda e si impoveriscono, l’uno non meno dell’altro, se abbandonati. Concediamoci il privilegio di provare emozioni e ad un futuro ricco di viaggi e cammini corrisponderà un passato ricco di storie!
Vorrei avere un Dio a cui rivolgere questa mia preghiera, questo inno all’Amore e alla Vita, ma in realtà non so a chi scrivo mentre scrivo, e queste mie parole per il mare se ne vanno alla deriva…



La stagione dell'amore
Franco Battiato

La stagione dell'amore viene e va,
i desideri non invecchiano quasi mai con l'età.
Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.
La stagione dell'amore viene e va,
all'improvviso senza accorgerti,
la vivrai, ti sorprenderà.
Ne abbiamo avute di occasioni
perdendole; non rimpiangerle, non rimpiangerle mai.
Ancora un'altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore.
Nuove possibilità per conoscersi
e gli orizzonti perduti non ritornano mai.
La stagione dell'amore tornerà
con le paure e le scommesse questa volta quanto durerà.
Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.

 

 

 


postato da: nautike alle ore 25/01/2007 15:17 | Permalink | commenti (14)
categoria:arancione
sabato, 20 gennaio 2007

Chi vorrebbe ricevere un solitario

quando potrebbe avere un anticiclone?


Ebbene amici miei, fatevi coraggio perché tanto, che lo vogliate oppure no, San Valentino arriverà inevitabilmente come ogni anno e, che lo vogliate oppure no, vi toccherà (ci toccherà ahimè!) cibarlo come sempre!
Ecco a me San Valentino da proprio fastidio! “Solo perché non c’hai un ragazzo” starete malignando, e in effetti quello è probabilmente il motivo essenziale ma, concedetemelo, non il solo! Mi spiego (per quanto non è che ci sia molto da spiegare, la questione è chiara e, ahinoi, condivisa da un mucchio di gente!) di San Valentino mi infastidisce “l’ostentazione”. L’Amore, che il cielo mi ascolti, è una cosa assolutamente meravigliosa e innamorarsi, che il cielo mi ascolti (di nuovo!) è forse il dono più grande che “Dio - il destino - il caso – la sorte – la pazienza” (insomma vedete voi) possa concedere, ma… ma perché ostentarlo? Perché celebrarlo in un giorno così “affollato”? Farne un’occasione di commercio, di se stessi non solo dell’eventuale regalo che si può essere acquistato? Questo è il problema di San Valentino! A me tutto sommato le feste piacciono, lo dicevo del Natale no? Quel clima di tradizione, quell’atmosfera collettiva… mi piacciono! Ma San Valentino: no! L’amore che pretenderebbero di farci celebrare a San Valentino è molto più intimo, personale… cosa c’entra con questo ingozzamento forzato di cioccolatini? Che poi il problema non è nei cioccolatini, né nei fiori, né nel vestirsi di rosso, né tanto meno nell’andare a cena fuori o nell’immaginare di fare l’amore, il problema è nel prendere lo spunto per tutto questo seguendo un obbligo di “costume”, pubblicizzato da tv e radio e inzuccherato dalla pasticceria di turno!


Però però però…
Però, visto che comunque, alla fin fine, sfuggire alla morsa di San Valentino è difficile (dicono) e c’è sempre chi ci casca in pieno in pieno (pare), ho pensato di suggerirvi un’idea regalo davvero originale che, garantito all’80% (meglio che non mi sbilancio troppo), non può rivelarsi un fallimento!
Ho scoperto su questo blog questo articolo e mi è subito apparsa in mente questa domanda: Chi potrebbe desiderare un solitario, quando potrebbe avere un anticiclone?
Pensate, pensate… ma senza prendervi/mi troppo sul serio!
E chissà che non sia proprio questo guizzo di fantasia quella scintilla che vi farà conquistare l’uomo o la donna della vostra vita! Ve lo auguro amici miei, sapete?
E, che il cielo mi ascolti, lo auguro anche a me!

postato da: nautike alle ore 20/01/2007 16:10 | Permalink | commenti (7)
categoria:verde, arancione
mercoledì, 17 gennaio 2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dicesi “saldista” colui che presenta un’attitudine specifica all’acquisto in tempo di saldi. Quello del saldista (la scienza prima o poi lo dimostrerà con certezza dando consistenza scientifica alle mie teorie) è un gene specifico del nostro dna. Nell’insieme è piuttosto raro trovare delle persone che abbiano questo carattere puro, si tratta infatti un gene recessivo (ricordate la teoria di Mendel sulle piante dei piselli, o sui moscerini della frutta?).
Indicheremo il gene “saldista” con una esse minuscola: “s” mentre il gene del cattivo risparmiatore verrà contrassegnato da una lettera effe maiuscola: “F” che vorrà  ricordare la facilità del soggetto ad incassare Fregature.

Coloro che presenteranno, ad una qualunque generazione, dei cromosomi
FF, saranno i così detti “pessimi risparmiatori cronici”.
In questa categoria sono compresi  tutti coloro che presentano una spiccata intolleranza al contatto con grandi folle di persone; posseggono gusti estetici o conformazioni fisiche particolarmente singolari; seguono con scarsa attenzione rubriche di costume di giornali o telegiornali e non sono quindi informati sull’inizio dei saldi; amano impiegare ricche somme di denaro per i propri acquisti; sono particolarmente sfortunati e acquistano sempre un secondo prima del dovuto qualcosa che finisce per essere svenduta poco dopo.

Cromosomi
sF o Fs si trovano in quei soggetti particolarmente temuti dal “saldista puro”. Portatori di gene recessivo s non manifesto, sono i cosiddetti “saldisti della domenica” sono in sostanza la maggioranza delle persone e costituiscono un elemento di grande disturbo tanto per il soggetto “FF” che per quello “ss”. Presentano alcune caratteristiche del saldista, e sono pertanto protetti, per quanto occasionalmente, dal buon Mercurio, ma sono privi di alcune peculiarità essenziali, mancano in sostanza di quell’efficienza e rapidità che sono doti essenziali del buon saldista.
I saldisti della domenica “escono a dare un’occhiata”; non sono seriamente motivati all’acquisto; la loro fede nei saldi non è ferma e inviolabile; sono malleabili ai condizionamenti degli
”FF”; solitamente si attardano per strade o negozi incerti nell’agire; durante la loro uscita shopping si fanno generalmente accompagnare da parenti ed amici e si fanno così distrarre in conversazioni che finiscono per rallentarli ulteriormente.
Nonostante questo per il
saldista doc sono un grande pericolo, costituiscono un intralcio, possono indurlo a rallentare i suoi rovistamenti e la sua corsa, possono fargli perdere di vista qualche altro saldista puro e determinare la perdita di un grande affare, inoltre occupano in maniera prolungata specchi e camerini costituendo un grande intralcio per l’intero sistema economico!

Ma veniamo ora al
“saldista” vero! L’unico, il solo, che presenta il doppio carattere s! I portatori di cromosomi ”ss” sono una stretta minoranza di persone nella massa totale, e per questo forse ottimamente identificabili. Il “saldista” fa dei saldi la sua fede primaria. Poche cose possono venire a competere con la sua missione stagionale.


Come riconoscere o riconoscersi  un “saldista”:

1 - Il saldista esce da solo. Parte per la sua missione accompagnato unicamente da se stesso. Ha bisogno della massima concentrazione e rapidità. In casi eccezionali può accompagnarsi con altri saldisti doc, generalmente uno o due, ma sono casi davvero molto rari.
2 – Il saldista parte preparato. L’uscita shopping-saldi per lui non è un evento occasionale. Solitamente sperimenta una strategia elaborata nel corso degli anni. Inoltre si può affermare con certezza che nessun saldista si getta nella folla senza aver prima chiaro in mente “cosa-gli-interessa-dove”. Il saldista sa cosa vuole e va a colpo sicuro.
3 – Il saldista indossa un abbigliamento specifico, anche quello brevettato nel tempo. Si tratta di un abbigliamento leggero che non teme il riscaldamento dei centri commerciali, né dei piccoli negozi di quartiere,  essenziale nel numero di accessori (niente sciarpe, guanti, ombrelli, cappelli ecc… a cui dover badare) e facile da essere sfilato e riindossato durante le varie misurazioni.
4 - Il saldista è l’unica specie umana più scaltra dei negozianti. Abilità nel districarsi dalla folla, rapidità, efficienza, decisione e memoria sono le sue doti più spiccate. Il sadista sa cosa conviene acquistare e dove acquistarlo. Ricorda i prezzi che avevano precedentemente gli articoli e non si fa ingannare dai falsi ribassi. 

               A che categoria appartenete?

Dal momento che di sicuro ci sarà già chi starà malignando collocandomi ad occhi chiusi tra gli "ss", mi affretto a precisare che... no! Non c'è neppure una piccola "s" nei miei cromosomi! Sono, ahimè, un FF purissimo! La mia uscita shopping-saldi di domenica si è conclusa con l'acquisto degli unici jeans NON in saldo di tutto il negozio!

 



postato da: nautike alle ore 17/01/2007 15:08 | Permalink | commenti (28)
categoria:giallo, verde
domenica, 14 gennaio 2007

La gatta mi guarda. Mi si è messa seduta vicina vicina e mi fissa con uno sguardo un po' interrogativo, con gli occhioni aperti aperti... Darebbero voce a questo sguardo certe parole di mia Nonna...

Quando andavo da lei, sapevo che se avevo qualcosa per la testa lei me l'avrebbe sgamata di sicuro, così percorrevo il cortile a passi lunghi per arrivare subito da lei, raccontare raccontare e sentirmi finalmente meglio. L'ascensore su per i sei piani mi pareva andasse lentissimo, sia che fossi triste e avessi bisogno delle sue coccole, sia che fossi allegra e avessi voglia di ridere con lei! Quando arrivavo al piano la porta era accostata perchè Nonna era dovuta puntualmente correre ai fornelli a mettere qualcosa in salvo dal fuoco. Non serviva neppure che entrassi in cucina, facevo capoccella dalla porta e lei mi guardava come ora Miao e mi diceva: "Bambina, che c'è? Dì a Nonna...!"

E lì giù! Lacrimoni, risate, racconti affannosi, confusi, contorti, sfuriate contro tutto il mondo, confessioni segretissime, qualunque cosa fosse... veniva fuori!
Che voglia avrei di quel suo "bambina?" adesso! 

postato da: nautike alle ore 14/01/2007 23:01 | Permalink | commenti (10)
categoria:oro
venerdì, 12 gennaio 2007

Ragazzi miei cominciate a prenderci e a prendervi le misure perchè a quanto sembra il design vuole per la moda del 2007 un uomo "elegante e tecnologico" (citando fedelmente il servizio del tg). E se credete di essere al sicuro in quanto "internettofili traffichini di pc", sappiate bene questo non è sufficiente. Pantalone elegante, una giacca che cada come Dio comanda, camicia bianca... In una parola?

SMOKING!

Proprio, proprio così! Smoking!
E badate bene che io non c'entro nulla, certo mi trovo moooolto in sintonia con queste previsioni (tanto che azzarderei un coretto (ripetete con me) smoking! smoking! smoking!), ma vi assicuro che non ho corrotto nè influenzato nessuno!
E dal momento che, da quando Totti c'ha fatto la grazia di tagliarsi quei capelli (quanto non mi piacciono i ragazzi con i capelli lunghi...!), tutti dietro a rasarsi...
Che dire?
A me sembra che le cose si mettano proprio bene!

Ok, ok... parliamone con calma.
D'accordo... giacca e cravatta non sono il massimo della comodità, ma che ne dite del risultato estetico? Vi assicuro che un ragazzo in giacca e cravatta (o quanto meno con una signora camicia sotto il maglione!) è tutta un'altra storia! Non c'è proprio paragone!

Certo non posso nascondere che in estate pantaloni corti e t.shirt colorate facciano la loro figura, ma in inverno il maglione senza camincia (fatta eccezione per quelli a collo alto che, a discrezione, fanno tanto "teatro sperimentale", "filoso esistenzialista" o "professore di lettere sessantottino") è da ritenersi assolutamente out (ma come mi viene sto linguaggio da guru della moda? Aiutooo!) !

E poi (e qui, portate pazienza,
il mio spirito femminista emerge prepotentemente)

quante cose tocca sopportare alle donne?
E i tacchi, e la ceretta
(facciamo un cambio cravatta-ceretta? No eh? Ci scommettevo!)
e le gonne corte in inverno che poi ci si gela!
E questo, e quello...

Ad ogni modo, poche storie, ormai è deciso,
abbandonate (ma non troppo) 
il vostro spirito ribelle,
accorciate barba e capelli 
e... smoking!
 

postato da: nautike alle ore 12/01/2007 20:04 | Permalink | commenti (15)
categoria:giallo, verde
giovedì, 11 gennaio 2007

E ti aspetto. Non dovrei, ma... aspetto ugualmente.
Non so da dove potresti arrivare, spuntar fuori. Così ogni tanto mi alzo e vado a sbirciare alla finestra, tengo d'occhio il telefono (non sia mai squillasse), e tendo l'orecchio per scorgere dei passi. Niente, ancora niente. Incrocio lo sgurdo della gatta di tanto in tanto, quando mi giro controllare se si sia destata per qualche suono che ancora non ho saputo percepire. Tutto tranquillo.

Qualcosa
non mi torna in questo gioco, qualcosa che non capisco, nascosto nell'intreccio di queste giornate deve esserci, ma... non so vederlo.

E ti aspetto,
mentra quasi mi sembra che il tempo mi scorra via tra le dita. Da quanto tempo ti sto aspettando? E poi... ascolta. Starò davvero aspettando "te"? E se cambiasse il vento, se la bufera ti soffiasse via? Saprei ritrovarti?
Sapresti resistere?
Ti aspetto ma... una vocina mi borbotta nella testa parole e parole, non c'è modo di chiuderle la bocca: "Basta Laura, basta... E' così che avevamo detto! Laura? Laura... non verrà"

Non verrai?


Dimmelo su...
Cosa non è abbastanza? Cos'è che non va bene?

Ma credere che davvero non verrai, non posso farlo. Come posso stabilire quale sia il momento di smettere di "credere"?
"Mai  più bello di prima"
e invece no!
No! Più bello, più bello ancora...!
Allora io... io ti aspetto! Non ancora per molto, la vocina borbotta sai? Tantissimo!

E ti aspetto. Non dovrei, ma... aspetto ugualmente.
Non so da dove potresti arrivare, spuntar fuori. Così ogni tanto mi alzo e vado a sbirciare alla finestra, tengo d'occhio il telefono (non sia mai squillasse), e tendo l'orecchio per scorgere dei passi. Niente, ancora niente.
Incrocio lo sgurdo della gatta di tanto in tanto, quando mi giro per controllare se si sia destata per qualche suono che ancora non ho saputo percepire.
Tutto tranquillo,
ancora...!

Pane e castagne
Francesco De Gregori

Mangiamo pane e castagne, in questo chiaro di luna,
le mani ben ancorate su questa linea.
Domani ce lo diranno dove dobbiamo andare,
domani ce lo diranno
cosa dobbiamo fare.
Ci sta una terra di nessuno, da qualche parte del cuore,
come un miraggio incastrato la noia e il dolore.
Domani ce lo diranno come dovremo passare,
ma c'è una terra di nessuno e ci si deve arrivare.
Aspettami ogni sera davanti a quel portone,
e se verrai stasera ti chiamerò per nome.
Chissà che occhi avremo, chissà che occhi avrò,
ma se mi chiami amore, io ti risponderò.
Mangiamo pane e castagne,
come una poesia,
perduta nella memoria dai tempi di scuola.
Domani ce lo diranno, cosa vorranno che sia,
ce lo diranno domani, prima di andare via.
Aspettami ogni sera davanti a quel portone,
e se verrai stasera ti chiamerò per nome.
Chissà che occhi avremo, chissà che occhi avrò,
ma se mi chiami amore,
ti riconoscerò.

postato da: nautike alle ore 11/01/2007 00:21 | Permalink | commenti (6)
categoria:blu , arancione
mercoledì, 10 gennaio 2007



Poche cose a questo mondo sono incantevoli e struggenti come la fiammella di una candela. Quella luce fioca, così calda... quanti pensieri che riesce ad evocare! Non solo ricordi, di un passato mitico e lontano, ma pensieri, desideri, aspirazioni... 


Se un nuovo anno deve iniziare, che incominci ora! Proprio adesso!
In questa giornata iniziata con un'alba meravigliosa, che mi ha avvolto mentre ancora non mi decidevo a sciogliere l'abbraccio di un sogno ( un sogno?) notturno, in questa giornata che va finendo così... in una delle tante sere in cui di me e di tutto vorrei cambiare ogni minimo dettaglio.

E mi prende così, non saprei spiegare come, questa strana malinconia...
Malinconia per quel qualcosa che non ho mai avuto,
ma che ho la sensazione di aver irrimediabilmente smarrito in chissà quale angolo del tempo.

E come vorrei essere un'altra in queste sere così...!
E volarmene a mezz'aria incurante di tutto, incurante di questo pensiero che mi punge il cuore, incurante di questa nostalgia, che per scacciarla bisognerebbe che qualcuno ci soffiasse sopra, forte, più forte ancora... Molto più forte di qaunto non occorra fare per spegnere una candela!

Che inizi ora dunque! Questo anno che tanto esita a farsi avanti...
Ora, mentre la cera sta per finire,
ora, mentre apro la tenda
per far spazio all'alba che verrà,
domani...
 

postato da: nautike alle ore 10/01/2007 00:27 | Permalink | commenti (6)
categoria:blu , arancione
lunedì, 08 gennaio 2007

Il contagio è inevitabile amici miei, non ho potuto sfuggirne, mi ha colpita in pieno e soprattutto mi ha colto alla sprovvista,
lo sapevate che gira una nuova catena tra i blog?
Ebbene si!
E io... bhè... mi spiace per voi ma... ormai ci sono dentro!

Il bello con queste catene è che in un attimo si passa da vittime a carnefici, eh già perchè io in questo momento, non vogliatemene, ma sono in una condizione di assoluto privilegio. Una volta contagiati si diventa immuni, come con la varicella, e quindi posso divertirmi, adempiuto il mio compito, a fare l'untore tra di voi...

Ad ogni modo tra le tante catene che sono girate, questa è proprio lisci liscia!
Ce ne son certe che fanno mille domande!
 Non ho ancora scelto chi "ungere" tra voi,
ma state tranquilli perchè comunque ve la caverete con poco,
eccovi le regole:

                "Parole a caso dal libro 
                   che vi è più vicino 
                   in questo momento"

Aprite a pagina 123, saltate le prime cinque frasi da inizio pagina, e ricopiate le tre successive.
Tutto qui!
Poi scegliete tre persone a cui passare il testimone e avete fatto!
Semplice semplice...

                                                 Ok...
                               Allora io procedo eh...

               ...un attimo di suspance...

                     ...rullo di tamburi...

                                              il libro è...
                                                     ...è...
                                    ...è...

         "Cantata dei giorni dispari"
                                       (volume primo)
                                    Eduardo De filippo

                       Vediamo un po'... a pagina 123 siamo in... 
                        ma guarda come siete fortunati! 
                      Siamo nella nota storico-critica di: 
                              "Questi fantasmi!"

"[...]All'origine della finzione scenica di "Questi fantasmi!" c'è un autentico spaccato napoletano, come in "Napoli milionaria!". Non c'è privacy familiare neppure in questa stanza e neanche privacy adulterina. Solo che il gioco delle entrate e delle uscite diventa ambiguo per il gigantesto qui pro quo fra uomini e spiriti: quando il rapporto di comunicazione tra i suoi personaggi diventa particolarmente difficile, l'immaginario di Eduardo incrementa le segnalazioni spaziali-scenografiche, per mantenere "viva" la comunicazione con il pubblico. [...]"

E passiamo alle unzioni...
ehmm... ehmm...
dunque...

Albatros (sperando che abbia per le mani qualcosa di buono... Il ragazzo sembrerebbe capirne di libri, vediamo che tira fuori!)

Sara (sperando che il libro che ha più vicino sia ancora quello che leggeva fino a poco fa. Mi incurisce  e questa può essere una buona occasione per curiosarlo un po'...)

Alex (sperando che vicino abbia uno spartito, così vediam come se la cava a raccontarcelo...!)

postato da: nautike alle ore 08/01/2007 19:33 | Permalink | commenti (6)
categoria:verde, azzurro