
L'oroscopo, non che io lo segua più di tanto in realtà, ha pronosticato per i nati sotto il mio segno, quello dei gemelli, un anno di grandi rivoluzioni e cambiamenti. Pare non sarà un anno bello, solo un anno di grande lavoro, un anno di "preparazione" dicono, per raccogliere poi ricchi frutti durante l'anno che ancora dovrà venire... Attese, ancora attese! Eheee... che ci volete fare amici miei? Questo dicono le stelle!
Tra l'altro la cosa mi stupisce perchè in genere i Gemelli hanno sempre un oroscopo estremamente (e eccessivamente!) ottimista: amori e soldi a non finire! (Ma quando mai??)
Questo giro di carte sembra essere più realista! Del resto non è che non lo sapessi già da sola che se voglio dare una svolta a tutto qui, bisogna che mi dia da fare.
Ma alla fine a me va bene. Se si tratta di darsi da fare, un attesa attiva insomma, non ho problemi. Inizio a scalpitare e mi manca il respiro quando sono obbligata a restarmene con le mani in mano, o quando gli eventi iniziano ad accadere sfuggendo totalmente il controllo, le cose precipitano senza che ci sia modo di difendersi... questo sì fa uscir matti! Ma se il dovere è prendere coraggio, buttarsi nelle cose, farsi trascinare da un desiderio nuovo a scoprire e varcare qualche confine inesplorato... mi sta bene! Mi dà l'energia giusta per resistere alla mia proverbiale pigrizia!
Non so se in questo modo ho travisato il senso che suggerivano le stelle, ma è questo che mi auguro per l'anno che viene: essere indaffaratissima e non aver tempo di star a rimugginare, intristirmi e incaponirmi sulle solite questioni!
Un bilancio dell'anno che si va concludendo non conviene farlo davvero! Anno più inutile non poteva esserci davvero, sotto tutti i punti di vista. Mi pare di non aver fatto un passettino in avanti in nessuna direzione e proprio quei sentieri che parevano offrire le passeggiate più dolci, alla fine si sono rivelati i più ardui...
Venite, brindiamo!
Fuori il vecchio dentro il nuovo dunque!
Ma stavolta per bene!

Auguri!
Cartello alla porta
Frencesco De Gregori
Ho fatto il pieno e cammino di notte come uno scemo
E mi prendo gli schiaffi e le botte del freddo e del vino
E premo l'acceleratore quando incrocio le luci blu
Ho fatto il pieno, ho perso il treno,
di quei treni che non passano più
C'è un cartello alla porta dice non disturbare
Sarà che non mi ami o che non mi vuoi amare
C'è un cartello alla porta dice forse domani
Ma domani, domani chissà
Ma domani, domani chissà
Ho fatto il pieno e mi viene da ridere come a un bambino
E confondo le stelle e il soffitto la notte ed i sogni e il cuscino
Ed è tardi per chiedersi adesso chi ha vinto e chi ha perso,
chi ha giocato di più
Ho perso il treno, ho fatto il pieno,
di quei pieni che non passano più
C'è un cartello alla porta dice non disturbare
Sarà che non mi ami o che non mi vuoi amare
C'è un cartello alla porta dice forse domani
Ma domani, domani chissà
categoria:giallo, arancione



Era il periodo di Natale, tutto iniziò con una lunga attesa per un take-away in un ristorante cinese, zona giù per su Roma-sud. Per ingannare il tempo mio fratello inizò a chiacchierare con il bambino figlio dei proprietari e sempre per ingannare il tempo lo convinse a scrivere una letterina speciale a Babbo Natale che lui avrebbe provveduto poi a recapitare personalmente dal momento che, così disse, aveva con il vecchio babbo un rapporto strettissimo. "Lo conosco personalmente"; "ci ho appena parlato per telefono"; "Ieri sera è venuto a cena da me" e simili, insomma... dai e dai il bambino ci credette davvero! E si raccomandava, affidandogli la letterina, che mio fratello mettesse una buona parola!