sabato, 30 dicembre 2006


L'oroscopo, non che io lo segua più di tanto in realtà, ha pronosticato per i nati sotto il mio segno, quello dei gemelli, un anno di grandi rivoluzioni e cambiamenti. Pare non sarà un anno bello, solo un anno di grande lavoro, un anno di "preparazione" dicono, per raccogliere poi ricchi frutti durante l'anno che ancora dovrà venire... Attese, ancora attese! Eheee... che ci volete fare amici miei? Questo dicono le stelle!
Tra l'altro la cosa mi stupisce perchè in genere i Gemelli hanno sempre un oroscopo estremamente (e eccessivamente!) ottimista: amori e soldi a non finire! (Ma quando mai??)
Questo giro di carte sembra essere più realista! Del resto non è che non lo sapessi già da sola che se voglio dare una svolta a tutto qui, bisogna che mi dia da fare.

Ma alla fine a me va bene. Se si tratta di darsi da fare, un attesa attiva insomma, non ho problemi. Inizio a scalpitare e mi manca il respiro quando sono obbligata a restarmene con le mani in mano, o quando gli eventi iniziano ad accadere sfuggendo totalmente il controllo, le cose precipitano senza che ci sia modo di difendersi... questo sì fa uscir matti! Ma se il dovere è prendere coraggio, buttarsi nelle cose, farsi trascinare da un desiderio nuovo a scoprire e varcare qualche confine inesplorato... mi sta bene! Mi dà l'energia giusta per resistere alla mia proverbiale pigrizia!

Non so se in questo modo ho travisato il senso che suggerivano le stelle, ma è questo che mi auguro per l'anno che viene: essere indaffaratissima e non aver tempo di star a rimugginare, intristirmi e incaponirmi sulle solite questioni!
Un bilancio dell'anno che si va concludendo non conviene farlo davvero! Anno più inutile non poteva esserci davvero, sotto tutti i punti di vista. Mi pare di non aver fatto un passettino in avanti in nessuna direzione e proprio quei sentieri che parevano offrire le passeggiate più dolci, alla fine si sono rivelati i più ardui...

Venite, brindiamo!

Fuori il vecchio dentro il nuovo dunque! 
Ma stavolta per bene!


Auguri!

Cartello alla porta
Frencesco De Gregori
Ho fatto il pieno e cammino di notte come uno scemo
E mi prendo gli schiaffi e le botte del freddo e del vino
E premo l'acceleratore quando incrocio le luci blu
Ho fatto il pieno, ho perso il treno,
di quei treni che non passano più
C'è un cartello alla porta dice non disturbare
Sarà che non mi ami o che non mi vuoi amare
C'è un cartello alla porta dice forse domani
Ma domani, domani chissà
Ma domani, domani chissà
Ho fatto il pieno e mi viene da ridere come a un bambino
E confondo le stelle e il soffitto la notte ed i sogni e il cuscino
Ed è tardi per chiedersi adesso chi ha vinto e chi ha perso,
chi ha giocato di più
Ho perso il treno, ho fatto il pieno,
di quei pieni che non passano più
C'è un cartello alla porta dice non disturbare
Sarà che non mi ami o che non mi vuoi amare
C'è un cartello alla porta dice forse domani
Ma domani, domani chissà

postato da: nautike alle ore 30/12/2006 01:23 | Permalink | commenti (10)
categoria:giallo, arancione
venerdì, 22 dicembre 2006

Accidenti! Avrei voluto incontrarla io! Magari mi sarei lasciata sfuggire l'occasione di salutarla e abbracciarla pensando che non si ricordasse più di me, di anni ne son passati... eh si!


Oggi pomeriggio i miei genitori hanno incontrato per caso per strada la mia maestra dell'asilo. E' una suora, prima di me era stata la maestra di mio fratello più grande, il che significa che minimo minimo ha a che fare con la mia famiglia da trent'anni!
Ho dei ricordi dolcissimi legati a lei, e generalemtne alla scuola dove ha frequentato l'asilo e le elementari, ma lei...
Pensare che senza saperlo l'ho nominata proprio ieri parlando con certi amici. Raccontavo che a scuola mi chiamava "Lauretta con la scopetta" perchè mamma mi faceva sempre la coda, all'epoca avevo i capelli lisci lisci, e quando correvo per giocare mi dondolava come una scopetta a destra e a sinistra. Eheh...

Dopo parecchi anni di insegnamento, ricordo che io ormai ero già al liceo, decise di abbandonare l'insegnamento e la vita lussuosa che le offriva la scuola, a favore di una scelta più coraggiosa. Si è trasferita ad assistere i bambini in Messico. I miei l'hanno incontrata perchè è eccezionalmente in visita in Italia. Insomma, fatemelo dire: Suor Franca è proprio un mito!

postato da: nautike alle ore 22/12/2006 22:57 | Permalink | commenti (8)
categoria:rosa, bianco
mercoledì, 20 dicembre 2006

E' diventato blu!


Non che non me lo aspettassi sotto sotto, solo non così in fretta! L'ho sfiorato appena, distrattamente, tanto per ingannare il tempo cha Vale parlasse con il ragazzo del banchetto e quel coso è diventato blu all'istante!
Si tratta di quella strana pietra, credo sia una pietra, che ha la capacità di cambiare colore in relazione allo stato d'animo. Ora certamente non è che io creda a queste sciocchezze, suvvia, ma quel maledetto anellino da due soldi ha capito molto più in fretta cosa mi frulla per la testa di quanto non abbia fatto tanta gente negli ultimi tempi. E la cosa, non suoni come un rimprovero, è seriamente inquietante!


Blu. Blu come la notte, in mezzo secondo appena, l'ho solo sfiorato, senza neanche infilarlo al dito e lui:
blu,
inesorabilmente blu. 
Mi riservo giusto la speranza di riuscire a smentirlo, ma per ora dargli torto non potrei e quindi incasso il verdetto, e mi sto zitta. Anzi li incasso tutti! Stronza, isterica...?
E poi? Forza! Cos'altro?
Volete sapere qual è la verita? Non ve la dico io, non potrei permettermi, ve la faccio dire da un grandissimo, uno che può:

"Guai a colui che muore
nel cuore di un altro"
Luigi Pirandello
Il berretto a sonagli



Futura
Lucio Dalla

Chissà chissà domani
su che cosa metteremo le mani
se si potrà contare ancora le onde del mare

e alzare la testa
non esser così seria, rimani

i russi, i russi gli americani
no lacrime non fermarti fino a domani
sarà stato forse un tuono
non mi meraviglio
è una notte di fuoco
dove sono le tue mani
nascerà e non avrà paura nostro figlio
e chissà come sarà lui domani
su quali strade camminerà
cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani
si muoverà e potrà volare

nuoterà su una stella

come sei bella
e se è una femmina si chiamerà futura.
Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa bella come una stella

sarai tu in miniatura
ma non fermarti voglio ancora baciarti
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro

qui tutto il mondo sembra fatto di vetro
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio.
Di più, muoviti più fretta di più, benedetta
più su, nel silenzio tra le nuvole, più su
che si arriva alla luna,si la luna
ma non è bella come te questa luna
è una sottana americana
Allora su mettendoci di fianco,più su
guida tu che sono stanco, più su
in mezzo ai razzi e a un batticuore, più su
son sicuro che c'e' il sole
ma che sole è un cappello di ghiaccio

questo sole
è una catena di ferro
senza amore, amore, amore, amore.
Lento lento adesso batte più lento

ciao, come stai
il tuo cuore lo sento
i tuoi occhi così belli non li ho visti mai
ma adesso non voltarti
voglio ancora guardarti
non girare la testa
dove sono le tue mani
aspettiamo che ritorni la luce
di sentire una voce
aspettiamo senza avere paura, domani

postato da: nautike alle ore 20/12/2006 17:41 | Permalink | commenti (1)
categoria:rosso
mercoledì, 06 dicembre 2006

Non mi pare di averne già scritto... No, no no direi di no... Uh bhè è storia vecchia ormai, saranno passati tre o quattro anni, almeno, ma visto che oggi ho passato il pomeriggio tra albero e presepe (un po' in anticipo lo so, ma sono in partenza) l'aneddoto natalizio, abbiate pazienza, ci sta tutto!

Era il periodo di Natale, tutto iniziò con una lunga attesa per un take-away in un ristorante cinese, zona giù per su Roma-sud. Per ingannare il tempo mio fratello inizò a chiacchierare con il bambino figlio dei proprietari e sempre per ingannare il tempo lo convinse a scrivere una letterina speciale a Babbo Natale che lui avrebbe provveduto poi a recapitare personalmente dal momento che, così disse, aveva con il vecchio babbo un rapporto strettissimo. "Lo conosco personalmente""ci ho appena parlato per telefono"; "Ieri sera è venuto a cena da me" e simili, insomma... dai e dai il bambino ci credette davvero! E si raccomandava, affidandogli la letterina, che mio fratello mettesse una buona parola!

Il giorno dopo, o giù di lì, mio fratello raccontò questa storia a me e mamma. Entrambe concordammo che dal momento che oramai si era sbilanciato in tanto grandi promesse, doveva assolutamente recapitare al bambino il regalo richiesto dalla lettera. Non ci si può mica prendere gioco così delle speranze di un bimbetto di sei o sette anni! Se si fa una promessa, questa promessa va mantenuta! Siccome però, chiacchiere a parte, così amicone con Babbo Natale, mio fratello non era per niente, si imbarcò per il negozio di giocattoli e acquistò quanto dovuto.

E qui inizia la fase tre: non poteva certo portarlo lui al bambino! Le favole vanno tessute per bene, occorreva qualcosa di più spettacolare! Ed ecco che entro in ballo io. Mia madre si armò di panno rosso e mi cucì in sedici più sedici trentadue (non è portata mamma per l'ago e il filo) un perfetto cappello da assistente di Babbo Natale! Perfetto vi dico, con tanto di pon-pon e risvolto! A convincermi ci volle un po', ma poi cedetti perchè l'avventura era tanto assurda quanto dolcissima, e non potetti proprio resistere! 

Studiammo prima tutto nei dettagli, la scena doveva apparire credibile, pensammo a cosa dire e a come sarremmo dovuti entrare e poi... ci lanciammo nella messa in scena!

Mio fratello attendeva a distanza, io entrai nel ristorante, semivuoto per fortuna in un'ora lontana dai pasti, con tanto di cappello in testa, sacca di corda contenente il regalo e letterina in mano, che controllavo come una ricevuta postale.

"Salve", dissi, "Buon Natale!"
"Buon Natale!?" mi risposero i genitori del bimbo, che non si rendevano conto di cosa volessi, il bambino non disse niente, ma sgranò gli occhi e mise le mani davanti alla bocca in segno di sorpresa.
"Cercavo un bambino di nome... di nome..., aspetti che controllo, sa per sicurezza, questo per noi è un periodo di grande fermento, non possiamo fare errori, sa sbagliare una consegna significherebbe... uhuuu, non mi faccia parlare! Ma che sciocca! Non mi sono neppure presentata, sono un'assistente di Babbo Natale, sono qui per suo conto!"
(Chi mi conosce stenterà a credere che io abbia davvero fatto questa recita davanti a dei perfetti sconosciuti, ma fidatevi, è successo davvero!)
"Dicevo dunque... Tommaso! Ecco sì, cerco un bambino di nome Tommaso, ho qui la sua lettera... Ma sei tu per caso?"
E Tommaso si nascose ancora di più tra le gambe dei genitori, così mi toccò fare capolino per incitarlo ad avvicinarsi e verificare che la lettera fosse realmente quella scritta da lui. Tommaso, che ve lo dico a fare, confermò!
"Bene" feci a quel punto "alla nostra redazione di Via della neve risulta che sei stato buono, quindi Babbo dice che puoi ricevere il giocattolo che ci hai richiesto" e finalmente aprii la sacco e cacciai il pacchetto!
Mio fratello entrò che Tommaso lo stava scartando, fece finta di non vedermi precipitandosi a domandare al bambino se avesse avuto notizie da Babbo Natale, perchè stando a quel che gli risultava, il regalo sarebbe dovuto arrivare proprio quel giorno. Tommaso mostrò il giocattolo ormai liberato da carta e nastrini e io subito mi feci avanti spiegando che avevo appena effettuato la consegna come richiesto.

Ce ne andammo che il bambino giocava fitto fitto con il suo regalo, salutammo i genitori che, quasi commossi, ci ringraziarono tanto, ma Tommaso neppure si accorse quando uscimmo dal locale, lì per lì rimannemmo un po' male per questo, ma a pensarci ora credo quasi sia stato meglio così, probabilmente nella sua fantasia siamo scomparsi volando tra un turbine di stelline proprio come i folletti delle fiabe!

postato da: nautike alle ore 06/12/2006 21:35 | Permalink | commenti (9)
categoria:rosa, bianco, giallo