martedì, 31 ottobre 2006

Per il semplice e puro piacere di andare controcorrente in questi ultimi anni in cui tutti sono stati contagiati dal virus di Halloween, io me ne sono distaccata, passando con ostentata indifferenza di fronte alle vetrine di negozie e pasticcerie addobbati per l'occasione di questa festa "copia-incolla" che a rigor del vero con la nostra tradizione non c'entra proprio nulla.
Tuttavia non posso nascondere che per la ricorrenza di Halloween ho un'istintiva simpatia legata ad alcuni ricordi d'infanzia... Con Vale, (la stessa dell'impiccio col serpente tanto per capirci), avevamo un mucchio di libri che leggevamo in prossimità di questa festa, in Italia ancora non se ne parlava per niente, al più qualcuno ne aveva orecchiato qualcosa da una lezioni fatta dalla maestra di inglese sulle tradizioni anglosassoni, noi però eravamo delle esperte! I racconti dell'orrore, che leggevamo nelle versioni edulcorate dei libri per bambini, ci piacevano un sacco! (E devo dire che, per quanto non sia un'appassionata, ritengo che il genere abbia una dignità letteraria non indifferente. Se ben orchestrato il romanzo dell'orrore è un piccolo capolavoro! Per scriverne di buoni occorre un certo gusto raffinato per le descrizioni e i particolari e una non indifferente abilità nell'arricchire di pathos la narrazione. Sarebbe una bella sfida da lanciare a chi avesse l'ardire di cimentarvisi! Un bel racconto dell'orrore...! Avete già qualche idea?)

Come sempre sto divagando... dicevo? Ah sì! Io e Vale eravamo affascinate da questa ricorrenza, sostanzialmente era per noi proprio l'opposto di quel che avviene ora (e cioè la corsa ad acquistare qualche paccottiglia industriale di plastica arancione che si propone di somigliare ad una zucca intagliata) a noi piacevano le decorazioni artigianali che si potevano inventare in casa, le maschere da poter mettere su con un pizzico di fantasia riciclando quel che capita, ma soprattutto le storie! Impazzivamo per quelle storie! Ce n'era una in particolare che leggevamo e leggevamo, malinconica, ma anche dolcissima credetemi, che proprio sul finale, tra le ultime righe lette ormai con un filo di voce, lasciava scivolare piano piano una stellina di speranza, piccola ma... luminosissima!
Sono certa di averne qualche brano ricopiato da qualche parte, non riesco proprio a trovarlo, ma se avete pazienza di dedicarmi qualche minuto vorrei raccontarvela io...

La fine dell'estate e l'inizio del nuovo anno scolastico segnava per due bambini di circa dieci anni, un lui e una lei, l'avvicinarsi della festa più attesa! Da che avevano memoria, ogni anno avevano festeggiato insieme questa ricorrenza inventando le maschere più originali e gli scherzi più inaspettati. Erano un duo infallibile e la festa di Halloween era il momento del loro trionfo! 
La vita però non tardò a mostrare loro quanto possa essere maligna e dolorosa e così un anno giocò loro lo scherzo più terrificante!
La bambina si ammalò in modo improvviso e senza che se ne avesse ragione morì tempestivamente proprio pochi giorni primi della grande festa. Il bambino sapeva che la sua amica avrebbe voluto che lui partecipasse ad Halloween, non si tirò indietro, indossò la maschera e percorse tutto il loro rituale, senza di lei però non era lo stesso, così quella sera, nonostante gli sforzi, non si divertì affatto.
Quando ormai era già parecchio buio e stava per tornare verso casa, decise di deviare verso il cimitero e lasciare sulla tomba della bambina l'intero sacchetto dei dolci raccolti. La mattina seguente si svegliò sentendo nell'aria il profumo di qualcosa di dolce e scuro, qualcosa che gli pareva molto familiare... aprì gli occhi e vide, disposte bene in ordine sul suo cuscino, tre stecchette di liquirizia, guardò verso la finestra e gli scappò un sorriso pensando: "Scusa, avevo dimenticato che non ti piace la liquirizia!".

postato da: nautike alle ore 31/10/2006 18:42 | Permalink | commenti (12)
categoria:rosa, bianco, verde
domenica, 29 ottobre 2006

Poco fa un uccellino si è posato sulla mia magnolia, l'ho notato appena perchè è stato silenziosissimo, ma l'albero al contatto con il suo peso ha scosso appena appena un po' le foglie, Miao si è voltata verso la finestra per vedere cosa fosse accaduto e così mi sono avvicinata anch'io e l'ho visto cercare di nascondersi tra le foglie. Ci siamo fissati per qualche minuto, io, lui e Miao, o meglio, io guardavo lui, lui Miao e Miao si divideva incerta tra me. lui e un moscerino di passaggio. 

Era bellino come uccello, piccolo eh, un uccelletto da niente, però era bellino. Saltellava da un rametto all'altro e muoveva 
la capoccetta
nervosamente a destra e a sinistra, sembrava aver perso qualcosa o forse...
 forse cercava qualcuno!
Magari aveva appuntamento con "un'uccellina" (non si dice così vero?) proprio tra le foglie della mia magnolia! Bel posto per darsi appuntamento, dico sul serio, un po' come decidere di vedersi al Viale delle Magnolie a Villa Borghese (che è così bello che quasi mi scappa una lacrimuccia ogni volta che ci passo) però con più praivacy
(certo c'eravamo io e Miao di mezzo, ma sappiamo essere delle osservatrici molto discrete!).

L'uccellino comunque è rimasto per poco, la sua uccellina non è venuta all'appuntamento e da solo non c'era motivo di restare. Ci ha lanciato un ultimo sguardo, ha scosso la testolina e allargato le alucce con l'aria rassegnata e delusa di chi ci ha sperato fino all'ultimo ma in fondo in fondo, sapeva dall'inizio che sarebbe finita così...!  Poi è volato via, avrei voluto chiedergli di restare, avremmo potuto fare amicizia, ma aveva gli occhietti lucidi lucidi e così non ho detto niente e ho lasciato che facesse quel che si sentiva. Smaltirà in volo la sua piccola delusione d'amore e speriamo non dimentichi di volare sempre abbastanza alto da permettere al vento di soffiargli via questo pizzico di malinconia che gli si è posato sul cuore.

Poi arrivò il mattino e col mattino un angelo
e quell'angelo eri tu, con due spalle uccellino
in un vestito troppo piccolo e con gli occhi ancora blu.
E la chitarra veramente la suonavi molto male,
però quando cantavi sembrava Carnevale,
e una bottiglia ci bastava per un pomeriggio intero,
a raccontarlo oggi non sembra neanche vero.
E la vita Caterina, lo sai, non è comoda per nessuno,
quando vuoi gustare fino in fondo tutto il suo profumo
.
Devi rischiare la notte, il vino e la malinconia,
la solitudine e le valigie di un amore che vola via.
E cinquecento catenelle che si spezzano in un secondo
e non ti bastano per piangere le lacrime di tutto il mondo.
Chissà se in quei momenti ti ricordi della mia faccia,
quando la notte scende e ti si gelano le braccia.
Ma se soltanto per un attimo potessi averti accanto
forse non ti direi niente ma ti guarderei soltanto.

Chissà se giochi ancora con i riccioli sull'orecchio
o se guardandomi negli occhi mi troveresti un pò più vecchio.
E quanti mascalzoni hai conosciuto e quante volte hai chiesto aiuto,
ma non ti è servito a niente.
Caterina questa tua canzone la vorrei veder volare
sopra i tetti di Firenze per poterti conquistare.
"Caterina"  Francesco De Gregori


Avvertenze:
Si ricorda a chiunque passasse da queste parti che questa canzone, in quanto tremendamente meravigliosa, è da ascoltare con la massima cautela!

postato da: nautike alle ore 29/10/2006 16:55 | Permalink | commenti (2)
categoria:arancione
giovedì, 26 ottobre 2006

"L'assurdo ci sfida
per spingerci ad essere fieri di noi"

Questa ve la devo proprio raccontare!
Sentite qua...


Allora allora... La settimana scorsa al ritorno da una lezione all'università, mia mamma mi ha riferito che mia cugina mi aveva cercato per dirmi che mi aveva trovato un contatto per fare la baby sitter. Telefono subito alla signora e mi faccio spiegare bene di cosa ha bisogno. Il lavoro era ottimo, si trattava di tre pomeriggi a settimana, che in modo alternato avrei potuto coprire con una mia amica in modo da poterci organizzare tra noi e sostituirci a vicenda se una delle due fosse stata impegnata. Di regola io avrei dovuto tenerli per due pomeriggi, il giovedì e il venerdì, li sarei andata a prendere a scuola e poi saremmo stati un giorno a casa loro, mentre l'altro avrei dovuto accompagnarli a fare atletica (Qui tra l'altro avrei anche oncontrato mia cugina che accompagnava invece i bambini a cui fa lei da baby sitter).

Insomma era una di quelle situazioni idilliache dove tutto pare andare liscio liscio... Troppo liscio! Vi ricordardate quando per ritirare i soldi che avevo guadagnato con il servizio elettorale un altro po' mio fratello finisce al C.T.O.? Che vi dissi quella volta? I soldi facili mai! E infatti...!

Martedì pomeriggio vado a casa loro per conoscerci, tutto sembra andar bene, i bambini scherzano, si nascondono, insomma fanno un po' gli scemi, devono essere vivacissimi, ma sembrano simpatici... Il vero problema è la madre! E' una di quelle persone che nonostante abbia passato i quaranta si ostina a conciarsi come una ragazzina di tredici! Treccine nei capelli, una felpa corta con la pancia scoperta e tutte scritte colorate, dei jeans che... non mi fate perlare! Non che il suo abbigliamento mi interessasse, ma il modo in cui ci si presenta agli altri è anche espressione del proprio modo di essere e infatti lei della tredicenne non aveva solo l'aspetto, ma anche la leggerezza e la superficialità! Ora si intende che tanto io quanto la mia amica siamo persone oneste, ma dal momento che lei non poteva saperlo in nessun modo, visto che nessuno le ha dato nostre referenze, mi sarei aspettata che ci avesse chiesto qualche informazione. Avremmo dovuto portare i suoi figli in macchina sull'Olimpica e la Camilluccia (per chi non è di Roma specifico che questo significa traffico, disordine e velocità nei punti di scorrimento) e non mi ha neppure chiesto se avevo la patente o da quanto l'avessi presa! A stento sa il mio nome, ma niente cognome, nè indirizzo, nè numero di telefono fisso! Se fosse successo qulcosa come avrebbe pensato di ricontattarmi? 

Non vi preoccupate che ora arrivo al dunque!
Ieri la mia amica fa il suo pomeriggio di prova con la nonna dei bambini, la quale fa scivolare distrattamente in una conservazione un'informazione molto particolare! E' venuto fuori che questa dolce famigliola tiene in casa un SERPENTE!
Ora... accantonando per un momento il discorso sulla paura soggettiva che si possa avere o non avere nei confronti di questi animali, non credete che almeno di questo avrebbe dovuto avvertirci? Voglio dire poteva anche essere che l'animale fosse innoquo e poteva anche essere che per me e la mia amica la sua presenza fosse indifferente, ma si tratta di un'animale così "particolare" che non si può dare per scontato che chinque sia disposto ad averci a che fare!

Tornata a casa la mia amica mi telefona e mi comunica questa chicca! Io entro in un trip pazzesco per tutta la sera e la notte. Oscillo tra pensieri opposti tutto il tempo. Difficile che riesca ora a farvi capire quanto io sia incapace di gestire anche solo la vista di rettili e insetti vari, ma vi assicuro che si tratta di vero e proprio panico! Del resto è una cosa così comune che penso alcuni di voi potranno immaginare...

Come prima cosa ho richiamato la signora, chiedendole qualche informazione e dicendole che avrebbe dovuto avvisarci e che quando ci eravamo viste martedì avremmo dovuto discuterne, lei ha driblato le mie osservazioni chiudendomi la bocca dicendo che se io avevo paura lei avrebbe chiuso la teca e salutandomi frettolosamente.

Ma adesso siamo seri... Chi potrebbe fidarsi di una persona del genere? E se lei, cretina e superficiale com'è, un giorno si fosse dimenticata di chiudere la teca e il bambino mi si fosse presentato con il serpente arrotolato sul braccio? Cosa avrei fatto? Sarà anche un limite, derivato dalle fobie che può avermi trasmesso mia madre e dal fatto di essere cresciuta a Roma senza avere grandi contatti con la campagna, ma insomma quanto meno alla mia latitudine, si può pretendere di condurre la propria esistenza senza venire in contatto con bestie del genere! E poi io sono andata lì offrendo serietà e disponibilità, un pizzico di rispetto in cambio credo mi fosse dovuto! Se la mia amica non lo avesse scoperto casualmente, cosa sarebbe accaduto? Ce lo saremmo trovato a due centimetri dal naso?

C'ho pensato e ripensato! Una spirale interminabile, ne ho parlato a casa e ho fatto qualche telefonata per chiedere un consiglio, un parere... Ho chiamato anche un vecchio amico che non sentivo da un po' ma che sapevo essere esperto di questi animali per sapere un po' cosa avrei potuto aspettarmi. E' stato molto carino, anche perchè si è accorto che mi tremava persino un po' la voce e quindi ha cercato di rassicurarmi in ogni modo, sa un sacco di cose e mi sono fatta dire un po' secondo lui che tipo di animale potesse essere (visto che la signora al telefono non aveva detto nulla), se in qualche modo poteva essere pericoloso, come vive, cosa fa, insomma tutto quello che poteva servire a farmi un'idea della situazione che avrei dovuto gestire...
 
Mi scocciava da morire il fatto di dovermi sottomettere alla paura, di non poterla dominare, il fatto che gli eventi e la casualità potessere avere la meglio di nuovo sulla buona volontà. Essere succube di quello che capita, di quello che a Dio, al destino, alla sorte vien voglia di tramare! Come si può accettarlo senza tentare di combattere? Però... dopo averci pensato e ripensato, si trattava davvero di una buona occasione (anche se riflettendo ora con calma mi accorgo che avrei convissuto difficilmente con quella donna, abbiamo principi troppo diversi), ho deciso di chiudere la questione. Questa mattina ho richiamato la mia amica, che è ancora incerta sul da farsi, e poi la signora per dirle che non avrei accettato il lavoro e che tacere su una cosa del genere è una grande scorrettezza, ma lei, che aveva la coscienza sporca evidentemente per aver taciuto, non mi ha quasi fatto parlare liquidandomi nel modo più sbrigativo possibile.

Per quanto brevissima, quella di questo lavoro è stata un'esperienza davvero formativa, ho imparato parecchio su cosa significa trattare con la gente (non ultimo che bisogna informarsi dall'inizio su che animali ci sono in casa! Visto che di questo passo arriveremo a considerare i puma animali da salotto), le persone sono davvero assurde e non si possono immaginare limiti per quello che sono capaci di combinare, ma soprattutto mi ha fatto riflettere sulla paura, per prima cosa, cos'è e cosa significa gestirla, accettarla o addirittura provare a vincerla e in secondo luogo su quanto io sia fortunata ad avere il lusso di scegliere, ad avere la possibilità di dire "a me questo non va di farlo", qualcuno che di lavorare avesse avuto davvero bisogno (per me è solo un modo per fare un'esperienza, mettere da parte qualcosa in più per le vacanze o simili) avrebbe dovuto sottostare all'inganno della signora e convivere forzatamente con la paura anche a costo di vedere compromessa la propria serenità.

Ma di questo scriverò più avanti magari, quando avrò le idee più chiare, anche perchè ci tengo a raccontarvi alcune delle cose che mi ha detto il mio amico e che dovrebbero far riflettere su cosa significa prendere in casa un animale
.


Prenditi quello che sei
e non rimpiangerti mai
se non ti piaci, vedrai...
non cambierai
non cambierai
non cambierai
non cambierai... mai!

Prenditi quello che vuoi
e non nasconderti mai
guarda le spalle che hai
forse ce la farai
forse ce la farai
forse ce la farai
forse ce la...
forse ce la...
forse ce la...
forse ce la...

Guarda che cielo che hai
guarda che sole che hai
guardati e guarda cos'hai
e........ guarda dove vai!
"Guarda dove vai" Vasco Rossi

postato da: nautike alle ore 26/10/2006 23:05 | Permalink | commenti (15)
categoria:rosso
giovedì, 19 ottobre 2006

Il viaggio in solitaria verso l'università del mercoledì mattina comporta inevitabilmente che mi metta ad ascoltare la conversazione di qualche altro passeggero dell'autobus o della metro. In genere, quando sono con Lucia, sono gli altri ad ascoltare le nostre conversazioni (qualcuno prima o poi ne ricaverà un best seller o una fction!), e se questo mercoledì per Lucia è stato occasione di qualche aggiornamento sul lessico dei neo adolescenti, a me è capitata invece una conversazione tra due amiche...


 

 

"Stasera secondo te lo vedo?"

"Ma chi??"

(Sguardo assassino-implorante-disperato)

"Ah.. cosetto là, come si chiama... coso!"

"Matteo"

"Eh sì...! Che ne so Francè! Bho... No dai c'era ieri... oggi non verrà!"

"Dici?"

"Ma perchè volevi che veniva?"

"No bhè... Sì! Certo che volevo! Guarda semmai finisce con una litigata assurda, ma così... è come se fossi in attesa ma non so nemmeno di cosa"

"Mha! Davvero...! Ma perchè fa così poi mo?"

"Ah non l'ho capito mica..."

"Non mi chiedere... io ormai c'ho rinunciato!"

"Ma perchè hai lasciato Pietro?"

"No se... però guarda... a volte ci penso..."

"A chiudere?"

"Eh! Però poi... Mi ci vedi?"

"Ma sì che ti ci vedo! Che vuoi fare aspettarlo a vita? Se è un ragazzino idiota tu che ci vuoi fare?"

"Ma dai non è un ragazzino..."

"Chiarè te prego eh! Mica vorrai difenderlo??"

"Ma no è che lui a modo suo... Non è che non ci tiene eh, anzi... solo che... cioè lui, a modo suo..."

"Bisogna vedè se sto -modo suo- ti sta bene.."

"Eh quello infatti..."

"E ti sta bene?"

"Mi sa di no..."

"..."

"..."

"..."

"A che pensi?"

"Che mi manca da morire! Mi manca quando stavamo bene, che ridevamo sempre... anche perchè non è successo nulla… perchè si guasta tutto?"

"Non lo so... Forse perchè stiamo troppo ad aspettare... Aspettare stanca!"

"Si infatti! Aspettare stanca!"

”Uff…”

"Solo che..."

"Cosa?"

"Ma niente eh che uno così lo cerco da tutta la  vita! Con che coraggio me lo faccio scappare?"

"Eheh! Eh lo so... Che poi Pietro mi fa quegli occhietti se lo tratto male..."

"Ma in questi casi che si dovrebbe fare?"

"Oh guarda che siamo arrivate! Corri corri... Permesso? Scusi... Permesso...?"

E così alla fine quello che "bisogna fare", non l'ho saputo! Però su una cosa son d'accordo! Eh si! Aspettare stanca
 

 

Stanco aspettarti, parto
A s p e t t a r e   s t a n c a
Agosto
interminabile
Soffoca città
STOP
Stanco cucina cinese
In solitaria
Stanco romanzi gialli in terrazza
Stanco tuo infinito ritardo
Mia pazienza
Caldo
Lavoro, lavoro
Delitto tuo stavolta
Quasi perfetto, complimenti
STOP

Stanco due infelici
Che si inseguono, si intrecciano
Si sfuggono, che noia, stanco
Stanco dei tuoi segreti, miei peccati
Tue creme, miei cassetti, tue canzoni
Profumi, tuoi foulard
Parto leggero come un autobus vuoto
Per una campagna, un mare, una montagna qualunque
Dove gelino perfino le ore
Ecco come ci riduciamo
Parole al telegrafo

Stanco aspettarti, parto
A s p e t t a r e  s t a n c a
Agosto interminabile
Soffoca
città
Lascio terrazza appartamento
Lascio tuo ritardo
Mia pazienza
Lascio lavoro
Caldo
Provincia e città
Lascio anche nuovo indirizzo
E attendo
STOP
"Aspettare stanca" Ivano Fossati

postato da: nautike alle ore 19/10/2006 23:18 | Permalink | commenti (10)
categoria:blu , arancione
mercoledì, 18 ottobre 2006

Vi capita mai di fare esattamente quello che meno dovreste fare, nel momento peggiore in cui potreste farlo? Penso che più o meno capita a tutti... Ahimè!
Sapete cosa proprio non dovrei fare io ora??
Ascoltare questa canzone!
Solo che... è talmente bella!

Mi fa impazzire, dico davvero!

Ma dove vai? Dove vanno i sogni tuoi?
Ti risvegli bambino perso nel tuo mattino
ragazzo mio
ti armi e vai con le croci dei tuoi eroi
passionario che sei
sicuro nel tuo chiodo
davanti al cielo non ci sei che tu
la tua
stellina ha fatto bum 
ma hai voglia di andare, di non ritornare,
di non ritornare
sorridi
come tu solo sai
sorridi che più bello sei
io ti voglio così angelo mio
che non hai cielo....
tu che ne sai di una donna senza fede
a quale storia attingerai, confiderai le tue scommesse
sul cuore mio
ma dove vai a
spalancare le città
se non parli con me dei giochi tuoi domani
davanti al mare non ci sei che tu
la mia stellina fa bum
e
fermati amore ti voglio toccare, baciare, spogliare
sorridi come tu solo sai
sorridi e non finire mai
l'altra parte di
me
è uguale a te
sorridi
e non finire mai
sorridi e non finire mai
io ti voglio così angelo mio
che non hai... cielo,
sorridi e non finire mai
"Sorridi" Gianna Nannini

postato da: nautike alle ore 18/10/2006 22:59 | Permalink | commenti (4)
categoria:rosso, azzurro
venerdì, 13 ottobre 2006

Come anche lo scorso anno, ho pensato di sfruttare questo spazio per pubblicizzare la campagna di finanziamento dell'AISM
(Associazione Italiana Sclerosi Multipla)
che in questo weekend,
SABATO 14
e DOMENICA 15 OTTOBRE

sosterrà in 3000 piazze italiane l'iniziativa:
UNA MELA PER LA VITA. 

Per maggiori informazioni CLIK sull'immagine

postato da: nautike alle ore 13/10/2006 19:29 | Permalink | commenti (6)
categoria:bianco
giovedì, 12 ottobre 2006

E ancora una volta finisco col chiedermi se prenderai mai quel treno per venire da me. Se busserai mai alla porta con tante valige colorate, come avveniva nel mio sogno, e dirai che è stato un errore rimanere lontano tanto a lungo. E  canteremo canzoni che non abbiamo mai ascoltato e tutto avrà sapore di rivelazione e straordinaria felicità. Il tempo passerà in fretta, tanto in fretta che si farà sera senza accorgercene perché le ombre appariranno cortissime, come se il sole fosse sempre alto…

 

Ci fosse concesso appena qualche minuto...! Potessi farti sentire quanto mi manchi e quanta voglia avrei di stare a parlare con te mentre ti guardo fare le cose della tua vita normale...! Brilla nella mia mente l’immagine di noi nelle tue stanze luminose, così fredde che per me dieci maglioni non sono abbastanza; mi vedo starmene buona buona ad ammirare il tuo silenzio pieno di pensieri per cercare di capire dal tuo sguardo quanti di quelli sono rivolti a me, a noi.

Mi impegno a non pensarti, per oggi soltanto, ma il tuo nome risuona nell’aria fuggendo dalle labbra di uno sconosciuto e allora ecco che in un solo istante la fantasia corre veloce veloce di nuovo da te. Quanta concentrazione mi occorre per riuscire a ricordare la modulazione della tua voce
da quanto tempo ormai non ci sei più!
Chissà se ti piacerei ancora, se ti farei ancora ridere,
se mi troveresti ancora bella…

 


Dovresti proprio tornare,
dico davvero,
che senso ha stare lontani?
Tanto non ci credo che ne avessi davvero abbastanza
di questo assurdo viaggiare!

postato da: nautike alle ore 12/10/2006 21:13 | Permalink | commenti (2)
categoria:oro
sabato, 07 ottobre 2006

         "Quella luce che ti chiama"

E' troppo bella questa luna per una serata come quella di oggi. Per una sera così ci vorrebbe un banco di nuvole fitto e nero, l'eco di qualche tuono e un numero imprecisato di quei lampi che illuminano il cielo a giorno all'improvviso. E invece, visto che tutto gira sempre al rovescio, ecco che proprio nei momenti meno opportuni, la luna brilla così forte con il suo faccione tondo tondo... E verrebbe proprio voglia di spegnere tutte le luci, tutte quante, tutte le luci della città, solo per vedere che effetto fa Roma al chiaro di luna.


I capelli mi ondeggiano attorno, e mille volte ripeto lo stesso gesto nel metterli dietro l'orecchio, e poi nello scorrerci le dita per tutta la lunghezza, conservano ancora un po' del calore del phon, chiudo gli occhi, l'odore del cloro si mescola a quello dolcissimo del mio shampoo, la borsa è ancora da vuotare e la stanza immancabilmente da mettere a posto, ma non smetto di camminare in su e in giù e alla finestra la luce della luna cambia colore al mio albero. Mi fermo, guardo fuori, ma che gusto c'è se questa luna la guardo solo io?

 -A Pa'-

Non mi ricordo se c'era luna,
e nè che occhi aveva il ragazzo,
ma mi ricordo quel sapore in gola
e l'odore del mare come uno schiaffo. A pà.
E c'era Roma così lontana,
e c'era Roma così vicina,
e c'era
quella luce che ti chiama,
come una stella mattutina.
A pà.
A pà. Tutto passa, il resto va.
E voglio vivere come i gigli nei campi,
come gli uccelli del cielo campare,
e voglio vivere come i gigli dei campi,
e sopra i gigli dei campi volare.

Francesco De Gregori


postato da: nautike alle ore 07/10/2006 00:12 | Permalink | commenti (3)
categoria:rosso
domenica, 01 ottobre 2006

Io la gente a cui non piace Roma non la sopporto! E ce ne stanno eh! Ce ne stanno sì! Quelli che dicono che è troppo confusionaria, trafficata, troppo piena di gente, che gli autobus fanno sempre ritardo e le metropolitane sono zeppe di gente... Tutto vero, ma... avete aperto bene bene gli occhietti per vedere in che luoghi magnifici possono portarvi quegli autobus ritardari?

Fatemelo di:
"quanto sei bella Roma!"
Così bella che verrebbe voglia di prendere per mano il mondo intero e portarlo qui, tra queste strade, tra questi vicoli, in queste piazza e fargli vedere quanto è ...! Dà quasi un senso di oppressione avere una cosa così bella per le mani e non poterla mostrare, non poterla condividere...

Particolare di "Pluto e Proserpina"
Gian Lorenzo Bernini
Galleria Borghese, Roma.


Un pomeriggio diverso oggi, da tanto sognato e sospirato! Una lunga e disordinata passeggiata per i viali di Villa Borghese mi ha portato fino alla Galleria Borghese. L'avevo visitata già alcuni anni fa, ma tornarci è stato meraviglioso. Non perchè tra le opere esposte ci sono alcuni dei maggiori capolavori del patrimonio mondiale, ma perchè io ero lì (non so se è molto chiara la differenza... ma c'è ve lo assicuro!). Giorni fa mi chiedevo se non sarebbe tutto più facile se Roma non fosse tanto bella, perchè a volte manca il respiro e ci si sente quasi in colpa per avere tanta bellezza a disposizione e non saperla (o non poterla) vivere a pieno, ma poi, quando capitano pomeriggi come quello di oggi, in cui questa città appare così vicina, così complice... si capisce che comunque possano andare le cose, qualunque cosa possa accadere, lei sarà sempre un'ottima amica, un'ottima, ottima, amica

Il rapporto con la propria città è un equilibrio molto sottile, tutto basato sul dare e il saper ricevere (come in quelle storie d'amore che ci si finisce dentro e non si riesce più a uscirne! Le più belle e le più tremende).
Roma ha la straordinaria capacità di lasciarti perdere, sa mettersi da parte quando non hai voglia di parlarle, e ti si mostra ordinaria, quotidiana, poi però quando capisce che ti servono un po' di coccole o quando si accorge che hai bisogno di ricordarti perchè ti piace tanto vivere, ecco che ti sfodera un tramonto rosa indescrivibile con due nuvolette di panna messe lì all'angolo, o un cielo azzurrissimo a far da sfondo a qualche rovina di marmo bianco luccicante,
Roma è così generosa...
come si può avercela con lei? 

postato da: nautike alle ore 01/10/2006 22:25 | Permalink | commenti (11)
categoria:bianco, arancione