domenica, 30 aprile 2006

            L'altra metà della Mela

Non proprio uguali a queste, ma davvero molto simili. Eccole qui le mie scarpe preferite, quelle del bivio che percorro sempre. Rosse. Acquistate all'acmè del mio periodo rosso ("periodo rosso": espressione spiccatamente picassiana miseramente impiegata per descrivere la mia volubile passione per i colori). Tornando alle scarpe... le adoro! Ne ho parecchie, ma queste... le adoro! Semplicemente! E poi sono le scarpe della mia vita vera, della mia quotidianità, delle corse per andare all'università, delle passeggiate, dei pomeriggi di studio e delle serate con le amiche. Già, le sarate con le amiche! Come ieri sera: niente di speciale, solo una pizza (nella mia pizzeria preferita però!), noi tre, le stesse di sempre ormai, attorno a un tavolo. Tra uno spicchio di pizza e un sorso di cocacola squisitamente ghicciata, le chicchiere scorrono leggere soffermandosi un attimo sul passato e sul presente e appena poco di più sul futuro. Una di quelle sere che a furia di parlare ti pare di avere tutta la tua vita in mano, tutta lì, come se quello fosse il momento di decidere tutto, e la guardi, la rigiri, e cerchi di interpretare se quel groviglio di fili, che le tue scelte hanno tessuto sulla trama delle tue giornate, sia un ricamo o solo un gran casino. E intanto parli, racconti, chiedi, suggerisci, proponi, piagnucoli e ridi... eh si! Ridi! Con loro ridi sempre.  

postato da: nautike alle ore 30/04/2006 15:15 | Permalink | commenti (7)
categoria:verde, arancione
sabato, 29 aprile 2006
Non così alti, assolutamente non così alti! Ma ho delle scarpe "da grande" con dei tacchi assurdi, alti e sottiliii. Sono nere, di pelle, pagate un sacco di soldi e messe pochissimo, in poche parole hanno tutte le caratteristiche che si convengono a scarpe del genere. Mi imbatto in loro ogni mattina aprendo la scarpiera e mi viene da sorridere perchè qualcuno potrebbe dirmi "Ah Là ma so tue quelle? E quando te le sei comprate ste scarpe?" Però udite udite sono proprio mie! In qualche modo rappresentano "l'altra via". Avete presente le storie a bivi dei giornaletti? Quelle del tipo "se vuoi che Paperino parta lo stesso vai a pagina trenta, se invece vuoi che vada alla festa vai a pagina ventuno?" Ecco quelle. Tutte le occasioni in cui potrei mettere quelle scarpe sono sempre nel ramo della biforcazione che per un motivo o per un altro, non percorro mai. Il che, intendiamoci, è anche un bene! Quelle scarpe fanno malissimoooooooo! Però certo, con quel che le ho pagate è davvero un peccato non pertarle fuori ogni tanto, non so... una cena galante, il teatro dell'opera, un concerto di musica classica, una supermegafesta supermega elegante... Vi pare?
postato da: nautike alle ore 29/04/2006 19:49 | Permalink | commenti (5)
categoria:giallo, arancione
giovedì, 27 aprile 2006

Riflettendo mi accorgo che specialmente in certi periodi, come negli ultimi tempi, non riesco a fare in modo che questo blog mi rappresenti pienamente. Provo a pensare a cosa penserei di me, se fossi qualcuno che passa casualmente di qui.
"..."
Non saprei davvero.
Il fatto è che sento di avere tante anime dentro di me,
tutte diversissime tra loro, 
e così sono al contempo una cosa e il suo esatto contrario. Mi chiedo se tutta questa varietà si percepisca, credo di no. Il fatto probabilmente è che mi spinge alla scrittura sopprattutto un certo stato d'animo, quello che viene alla sera quando, mentre fuori il cielo si scurisce, si ripercorre un po' la giornata vissuta. 
"Uno scrittore", cito una frase di Dacia Maraini "sa essere tanto impudico da fare della sua intera vita materia di narrazione". Io no. Mi accorgo che molte cose finisco per tralasciarle e confidare a questa tastiera e a questo schermo, tracce solo dei miei pensieri più vaghi e malinconici. Se mi conosceste, e chi mi conosce potrebbe forse dirlo, sapreste che c'è anche una grande vitalità in me (vedeste come faccio la scema tutto il tempo) e che quella malinconia che a volte mi prende è solo la scia di qualche sogno che mi pare vada sfumandosi o della paura che qualche ricordo possa impoverirsi, sbiadire e andarsene via... Sapeste quante cose che vorrei fare...! Quante persone che vorrei conoscere, quante cose che vorrei sapere, ascoltare, disegnare! E poi mi piacerebbe recitare ad esempio! Ci credereste? Mi piacerebbe da matti! Se solo avessi più tempo... Anche questo sembra una contraddzione, mi esce una vicina a volte, se magari sono un po' in imbarazzo, che pare abbia cinque anni! Dove vado a far l'attrice? Nel salotto di casa? E invece mi piacerebbe tanto, spogliarmi dei miei abiti e calarmi in una nuova vita, prendere un nuovo volto e una nuova anima, un nuovo amore e una nuovo potenziale futuro, quello di una vita non mia, ma di cui potrei riempirmi. Meraviglioso. 

Il pensiero corre veloce anche all'estate che sta arrivando e che, anche se oggi è brutto tempo, ormai è davvero avvicina. Tra poco inizierà il periodo più tosto per gli esami, ma anche il più vitale. E' il momento in cui si tirano i fili di ciò che si è fatto durante questi mesi e si spostano un po' di libri da una mensola all'altra (esami da fare, esami fatti) e poi le vacanze... Quest'anno mare, niente guida turistica e musei, in un posto bello però, Grecia, ma anche Calabria o Puglia o Sicilia, perchè no? Mi mancano le spiagge chiare, l'acqua pulita, le bucanvillee sulle costruzioni di calce bianca, i sandali, ho una gonna nuova di lino, di quelle che fanno le ondine, il tramonto sul mare e la sabbia che diventa fredda in un attimo, le impronte scomposte dei bagnanti, un secchiello dimenticato, lo stecco di un ghiacciolo all'amarena, i capelli in disordine, seccati dal sole e dal mare, che sfiorano la schiena; le mani che alla sera diventano così ghiacciate, a dispetto della pelle calda e arrossata, che a mettere sul viso si sente un brivido...
Che bello! Sì. Questa estate mare.

postato da: nautike alle ore 27/04/2006 14:17 | Permalink | commenti (10)
categoria:rosa, bianco
martedì, 25 aprile 2006


Dovrei seguitare a studiare matematica, questo è sicuro, solo che mentre leggo seguito a vedere Di Caprio che precipita in fondo all'oceano e non riesco ad andare avanti. Mi spiego, Non so se ricordate il film Titanic, ecco non è che mi piaccia particolarmente eh, non mi fece impazzire neanche quando uscì, tanto che dopo quella volta al cinema non l'ho più rivisto, (devo però confessare che ricordo di aver avuto per un po' un poster di Di Caprio dietro la porta della mia stanza, è durato poco cmq, era una presenza inquietante, e poi il "biondino-occhi azzurri" non è il mio genere, per quanto, ovvio, il ragazzo non è proprio da buttar via, ma sto divagando...) Ecco, dicevo del film, c'è una scena verso la fine dove lui aiuta lei a ripararsi su una lastra di legno per salversi dal freddo, ma poi non riesce a salire anche lui e così rimanendo in acqua dopo poco muore congelato e lei per salversi deve sciogliere le mani da quelle di lui e lasciarlo scivolare giù... E' una scena tremenda, tutto il pubblico era in singhiozzi, si vede lui che piano piano si allontana nell'abisso e l'acqua da trasparente diventa come un manto nero che si richiude sulla sua testa inghiottendolo. Non ricordo bene il film, giusto la storia a grandi linee e poco altro, ma questa scena ce l'ho impressa in testa e riappare, come oggi, tra un parabolide ellittico e un ellissoide di rotazione, ogni volta che mi sembra che qualcuno stia scivolando via da me, ogni volta che credo sia arrivato il momento di abbandonare una strada percorsa per tanto tempo con tante speranze e che invece si va rivelando un errore. Eccolo lì Di Caprio che precipita nel nulla, poi riappare e poi precipita ancora, e appare di nuovo...
Vorrei poter scrivere un epilogo migliore, mandare indietro il nastro e salvarlo, tornare indietro e salvare tutti quelli che spediti in fondo all'oceano e lasciare loro un angolino nella nostra vita, e mettere tutte le sciluppe che servono e deviare prima dell'iceberg e arrivare in America per sfoggiare 
un cappello comprato a Parigi,
ma la storia pare proprio voler andare altrove... 
Che fare?

Ah già... Matematica! Giusto... già... sì...

postato da: nautike alle ore 25/04/2006 23:00 | Permalink | commenti (16)
categoria:blu
lunedì, 17 aprile 2006
Ecco. Una cosa che proprio odio è vuotare la valigia, per due sostanziali motivi, tanto per cominciare il mio bagaglio non è mai piccolo ed essenziale, per quanto breve possa essere il tempo che trascorro fuori, e poi perchè... perchè una volta che tutto è tornato al suo posto, esattamente come era prima che partissi, sostanzialemtne è come se non fossi mai partita! 
 E' come ci fosse un pozzo nero che ingurgita brandelli delle nostra vita e così alla fine ci ritroviamo a non avere mai certezze di alcun tipo. Tutto, appena un secondo dopo essersi verificato, cessa di essere, non è e anche se siamo coscienti che è stato finiscono per divenire così labili le tracce che lascia che ffff basta un soffio per...! Sta a noi, alla nostra abilità da equilibristi, riuscire a mantenere vive le tracce, i ricordi, le sperenze, le aspettative, i sogni... sta a noi sostenere tutto questo castello e fare attenzione a ripararlo dal vento, ma anche a lasciare che venti freschi e nuovi lo purifichino e lo rigenerino ogni giorno...
 
"noi" 
casa 
tavola
coraggio
 
treno 
gatto
fragola
Roma
fantasia
chilometri 
destinazione

 

 


  ... solo parole che mi girano in testa,
il filo del loro senso si è perduto.
Si è perduto?
postato da: nautike alle ore 17/04/2006 23:12 | Permalink | commenti (5)
categoria:arancione
sabato, 15 aprile 2006

Si vociferava tempo fa, di un certo "Babbo Pasquale"...! Certo che se si rifacesse vivo e passasse di qua, sarebbe una gran cosa! Avrei giusto qualche questione in sospeso... Del resto a lui che costerrebbe? Un aiutino... un regaluccio piccolo piccolo...

postato da: nautike alle ore 15/04/2006 01:23 | Permalink | commenti (3)
categoria:verde
mercoledì, 12 aprile 2006

Friedrich "Viandante sul mare di nebbia"

Probabilmente avrei dovuto scegliere un altro filo
e un'altra città da vivere, ma le scelte non sono mai veramente libere; sono le nostre inclinazioni, oltre a una miriade di fatti esterni, a determinarle, e non è una questione di volontà, e non è neppure questione di giusto o sbagliato, di bene o di male. Le cose fluiscono sfuggendo il nostro controllo. 
In questi ultimi tempi mi pare di ondeggiare, come remassi per muovere un'imbarcazione attraccata al molo, come una corsa sul posto: un'immensa fatica, ma nessuno spostamento. Mi pare sia vero tutto, ma anche il suo esatto contrario e così il mio pensare e il mio agire non riescono a produrre sviluppi. 
Cos'è che mi brucia dentro? Forse il sogno di grandi rivoluzioni che però non mi riesce di attuare?
Questo dipinto è forse la miglior rappresentazione di quanto cerco di spiegare, a me prima che a voi. Il viandante non dubita certo ci sia un terreno su cui camminare, sotto quelle onde di nebbia, ma sono così alte e fitte, così sconfinate, almeno all'apparenza, che non si azzarderebbe mai a lanciarvisi in mezzo, e così aspetta, guardandosi in torno, aspetta qualcosa, forse qualcuno, aspetta che tra la nebbia si formi appena una piccola via.  
postato da: nautike alle ore 12/04/2006 20:32 | Permalink | commenti (6)
categoria:rosso
domenica, 09 aprile 2006

 

"Era stato meraviglioso e emozionante,
come mai niente prima di allora, eppure,
quando cercai di raccontarlo ad altri,
nessuno sembrava appassionarsi a quanto accaduto...
E allora mi sono detto,
esisterà pure qualcuno che sa dire le cose
in modo che quando gli batte il cuore a lui
poi gli batte pure a qualcun altro
...!"
                 La Tigre e la neve

postato da: nautike alle ore 09/04/2006 22:05 | Permalink | commenti (2)
categoria:bianco
lunedì, 03 aprile 2006

Uff...!

postato da: nautike alle ore 03/04/2006 22:18 | Permalink | commenti (13)
categoria:arancione
domenica, 02 aprile 2006

Ascoltate. Si riconosce da questo suono:
ffffT ffffffffTTT ffffffffffTTTTTTTTTTT

E' l'estate.
E' l'estate che si riconosce da quel suono. 
E'un suono leggero leggero, affatto invadende. Bisogna star fermi, far piano piano per sentirlo. Muovere lentamente le dita dulla tastiera, girare con accortezza le pagine dei libri... 
Sono le foglie della magnolia che al soffio del vento producono un piccolo baTTiTo. Se la finestra rimane aperta quel suono riempie la stanza, la mia immaginazione scivola fuori dalla grata, non appena mi distraggo un attimo, e vola via...


postato da: nautike alle ore 02/04/2006 17:29 | Permalink | commenti (4)
categoria:giallo