giovedì, 23 febbraio 2006

Il fine di certo era il gioco, ma era perseguito con grande serietà. Una serie studiata e accurata di fasi, un procedimento assodato. Si iniziava con largo margine a pensare alle maschere per il carnevale. Se ne parlava in cucina, mamma, Nonna e io piccolina. Un'idea all'inizio, o più di una a seconda dei casi, su come avrei potuto travestirmi, poi Nonna prendeva qualche appunto e si annotava le mie misure "su un pezzetto de carta". Qualche giorno dopo tornava con la maschera già bella e pronta ma ritagliata nella carta di giornale. Salivo impiedi sulla sedia rossa, quella alta, per i piccoli, e facevamo le prime prove. I modelli che ritagliava erano così belli che a guardarmi allo specchio intuivo già tutto. Seguiva la fase del modello di stoffa "per vedere come cade", ritagliato e cucito alla buona su stoffe di poco valore. E poi, all'ultimo, si andava al mercato e si comprava l'occorrente, stoffe lucide e nstrini, per la realizzazione definitiva: la maschera finita. Mamma poi pensava al trucco, ai capelli, ai particolari...
Loro facevano e io mi lasciavo fare,
dalle loro mani uscivo Holly Hobbie, Biancaneve, Minnie, Jo delle piccole donne...  

postato da: nautike alle ore 23/02/2006 22:50 | Permalink | commenti (15)
categoria:oro
sabato, 18 febbraio 2006
   

LE JARDIN
Prévert


Des miliers et des miliers d'années
ne sauraient suffire
pour dire
la petite seconde d'éternité
ou tu m'as embrassé

ou je t'ai embrassée

un matin dans la lumiére de l'hiver

au parc Montsouris à Paris

a Paris

sur la terre

la terre qui est un astre.


Migliaia e migliaia di anni
non basterebbero
per dire
il minuscolo secondo d'eternità
 in cui tu mi hai abbracciato
in cui io ti ho abbracciato
 un mattino tra la luce dell'inverno
al parco Montosouris a Parigi
A Parigi
sulla terra
la terra è un astro

postato da: nautike alle ore 18/02/2006 22:36 | Permalink | commenti (9)
categoria:arancione
martedì, 14 febbraio 2006

    La prima volta fu per caso e avevo una maglietta rossa. 

    

Ero in Sardegna per le vacanze estive, un'amica cavalcava ogni pomeriggio, eravamo delle bambine, un giorno andai con lei. Papà mi chiese se volevo provare e così senza pensare finii a cavallo per la prima volta. Andammo in spiaggia, il cavallo era tranquillo, oltre a godermi la nuova prospettiva (sono alti i cavalli, non sembra ma lo sono tanto) non c'era molto che dovessi fare: qualche colpo di tallone e le redini basse, vicine alla sella, le spalle dritte...

Tornando a casa ero emozionata, non vedevo l'ora di raccontare che bella cosa avessi fatto! Loro non potevano neanche immaginarsi dove papà mi aveva portato! E invece già sulla porta Nonna mi chiese se mi ero divertita a cavallo,"E tu come lo sai?"
Mi rispose che da casa si vedeva la riva del mare all'orizzonte e aveva riconosciuto la mia maglietta rossa.

La misi tutte le altre volte che papà mi portò a cavalcare e quando passavamo per la spiaggia io guardavo lontano, in un punto imprecisato dell'orizzonte, lo stesso punto che seguito a guardare ora quando ho nostalgia di lei, un punto in cui immagino ci siano
                               i suoi occhi, su di me.

postato da: nautike alle ore 14/02/2006 23:50 | Permalink | commenti (11)
categoria:oro
domenica, 12 febbraio 2006

Cos'è che rende bella una canzone?
O un libro, un quadro, una poesia?
Spesso è difficile dirlo, perchè è difficile identificare ciò che ci colpisce in fatto di "arte", ciò che è capace di suscitare le nostre emozioni; a volte ci sembra che a farlo siano cose, o persone addirittura, diversissime tra loro. 
Non si possono certo stabilire dei criteri fissi e rigidi anche in questo campo! 
Tuttavia... tuttavia ognuno di noi può verificare che ci sono degli elementi che ricorrono, che sono condivisi da più cose a cui dà titolo di "bello". Ecco, se c'è una cosa che trovo assolutamente meravigliosa, questa è senza dubbio riscontrare che una canzone, un libro, un quadro, una poesia... riescano a descrivermi, o a descrivere ciò che provo, anche in fasi diverse della mia vita. Mi affascina incredibilmente questa atemporalità dell'arte, questa universalità, questa versatilità! Con questa canzone è così. Nel corso degli anni, sentendola e risentendola, come di certo a tutti è capitato, ho sempre potuto leggerci qualcosa di me, almeno qualche pezzetto.

Alta marea
Antonello Venditti


Autostrada deserta
al confine del mare
sento il cuore più forte di questo motore
sigarette mai spente
sulla radio che parla
io che guido seguendo le luci dell'alba.
Lo so, lo sai
la mente vola
fuori dal tempo
e si ritrova sola
senza più corpo
ne prigioniera
nasce l'aurora.
Tu sei dentro di me
come l'alta marea
che scompare e riappare portandoti via
sei il mistero profondo
la passione l'idea
sei l'immensa paura che tu non sia mia.
lo so, lo sai
il tempo vola
ma quanta strada
per rivederti ancora
per uno sguardo per il mio orgoglio
quanto ti voglio... quanto ti voglio...
Tu sei dentro di me
come l'alta marea
che scompare e riappare portandoti via
sei il mistero profondo
la passione l'idea
sei l'immensa paura che tu non sia mia.
Lo so, lo sai
il tempo vola
ma quanta strada
per rivederti ancora
per uno sguardo per il mio orgoglio
quanto ti voglio...
per dirti quanto ti voglio
per dirti quanto ti voglio
per dirti quanto ti voglio...


postato da: nautike alle ore 12/02/2006 22:19 | Permalink | commenti (13)
categoria:rosso, verde, azzurro
venerdì, 10 febbraio 2006

                                Italo Calvino "Palomar"
                               
Palomar guarda il cielo:

             
              Luna di pomeriggio


"La luna di pomeriggio nessuno la guarda, ed è quello il momento in cui avrebbe più bisogno del nostro interessamento, dato che la sua esistenza è ancora in forse. E' un'ombra biancastra che affiora dall'azzurro intenso del cielo, carico di luce solare; chi ci assicura che ce la farà anche stavolta a prendere forma e lucentezza? E' così fragile e pallida e sottile; solo da una parte comincia ad acquistare un contorno netto, come un arco di falce, e il resto è ancora tutto imbevuto di celeste. [...]"
                         

postato da: nautike alle ore 10/02/2006 14:46 | Permalink | commenti (1)
categoria:azzurro
giovedì, 09 febbraio 2006

           MAKTUB
    "Se tutto ciò non esistesse non avrebbero più 
           alcun senso i sogni dell'umanità."

                                                                                            walter_lo_cascio

"[...] In quel momento fu come se il tempo si fermasse e l'anima del mondo sergesse con tutta la sua forza davanti al ragazzo. Quando guardò gli occhi di lei, un paio di occhi neri, le labbra indecise tra un sorriso e il silenzio, egli comprese la parte più importante e più saggia del linguaggio che parlava il mondo e che chiunque sulla terra è in grado di capire con il proprio cuore. E si chiamava Amore, una cosa più antica degli uomini e persino del deserto, che tuttavia sorgeva sempre con la stessa forza dovunque due sguardi si incrociassero come si incrociarono quei due davanti a quel pozzo. Le labbra della giovane, infine, decisero di accennare un sorriso: era un segnale, il segnale che il ragazzo aveva atteso per tanto tempo nel corso della vita, che aveva ricercato nelle pecore e nei libri, nei cristalli e nel silenzio del deserto. [...]
E il ragazzo rimase per lungo tempo seduto accanto al pozzo: avvertiva che, un giorno, il levante gli aveva lasciato sul viso il profumo di quella donna e lui sapeva di amarla fin da allora, ancor prima di sapere della sua esistenza, e che il suo amore per lei gli avrebbe consentitodi trovare tutti i tesori del mondo. [...]" 
                                           Paulo Coelho "L'Alchimista"


Ultimamente mi è capitato di sentir parlare non con toni entusiastici di questo autore, Coelho, ma io credo che L'Alchimista, che poi è l'unico dei suoi scritti che ho letto, sia uno di quei libri "da leggere", a me ha dato tanto e questo che ho citato è solo uno dei tanti passi che mi hanno colpito.

postato da: nautike alle ore 09/02/2006 22:43 | Permalink | commenti (5)
categoria:rosso, bianco