martedì, 31 gennaio 2006
   "1600/405 per un cielo immenso"

                            
  
E l’azzurro del cielo si declina in mille tonalità;
come le parole degli antichi si flettevano al volere del discorso,
così il cielo asseconda l’avanzare della sera.

Dove sei... dove sei...?
nell’imbrunire rincorro un chiarore soffuso,
è la luna.
Nascosta tra palazzi, case e alberi
illumina appena un brandello di blu.

Non riesco a vederla,
la città, queste mura...
non riesco a vederla.

La sento;
nelle parole di una voce amica,
nel soffio di un’ aria nuova,
nella moltitudine infinita dei colori che mi avvolgono,
nel profumo lontano di fiori non ancora sbocciati,
sento brillare la luna.

La primavera è in marcia,
passettini.
La sera ci regala ogni giorno
istanti di luce,
ma in un attimo è buio,
ma in un attimo sarà primavera.


MIrò, serie blu

“Lo spettacolo del cielo mi sopraffà. Sono sopraffatto quando vedo la luna crescente o il sole in un cielo immenso.
Nei miei quadri si ritrovano spesso forme minuscole in vasti spazi vuoti. Spazi vuoti, orizzonti vuoti, pianure vuote: ogni cosa che è stata spogliata fino a che fosse del tutto nuda mi ha sempre procurato una forte impressione. Ho sempre bisogno di un punto di partenza, sia esso una macchina di polvere o uno squarcio di luce. Questa forma fa nascere una serie di cose, una ti conduce verso un’altra. Un pezzo di filo pùò dare inizio a un mondo. Trovo i miei titoli man mano che lavoro, allo stesso modo in cui sulle mie tele una cosa porta a un’altra”.
                JOAN MIRO’ in XX Siècle, n° 1, 1959


postato da: nautike alle ore 31/01/2006 22:06 | Permalink | commenti (3)
categoria:bianco
domenica, 29 gennaio 2006

           

"[...] Ho sempre saputo che sarebbe venuto il giorno in cui la box avrebbe potuto ucciderti! Io lo sapevo Jimmy... e quel giorno è arrivato!"

"Dai, dai... è solo un po' di nervosismo..."

"Ha ucciso due uomini Jimmy, ne vale la pena? Eh? Ne vale la pena?"

"Io DEVO credere di avere un po' di potere sulla nostra vita! Ok? Sapere che se le cose vanno male noi le possimo migliorare per la nostra famiglia..."

"Ma io HO BISOGNO di saperti al sicuro! Ho bisogno che tu stia bene!"


               


         "Non puoi vincere se non sono al tuo fianco"



Riporto questo dialogo semplicissimo, ma a mio avviso veramente intenso, tratto dal film "Cinderella man" con una notevole dose di ammirazione per chi sa lottare davvero per rendere migliore la propria vita e con una non indifferente dose di invidia, bonaria s'intende, per chi sa di essere così importante per qualcuno da fare la differenza nella sua vita, da fare la differenza tra perdere e vincere

postato da: nautike alle ore 29/01/2006 23:57 | Permalink | commenti
categoria:rosso
sabato, 28 gennaio 2006

Per amore di completezza:

(Ricomincio da capo)
Ero al liceo, primo liceo, eravamo andati a teatro, una domenica pomeriggio, in un teatro piccolino, a Trastevere. Era stato bello, ci aveva lasciato addosso quella dolce nostalgia che sempre trasmettono i segni di una Roma che sta scomparendo. Eravamo lì per una riduzione teatrale di Cime tempestose... Fu buffo all'inizio perchè appena arrivati davanti al teatro scoprimmo che il Professore si era portato dietro la moglie (!!) e noi la guardavamo tipo:
"lei sta con quell'uomo? ma è matta?
ma si è accorta che ha una matita rosso-blu incollata alla mano?"
però ricordo che era carina e gentile anche, il professore mi coinvolse in una conversazione con lei prima di entrare.
Che strani che sono questi ricordi...
mi pare sia passato un secolo!
Insomma entriamo a teatro e inizia lo spettacolo; il guaio fu che io avevo una gran tosse e non facevo che tossire e tossire (solo in corrispondenza delle battute principali ovvio! la mia tosse ha buon gusto!). C'era una signora che si voltava di continuo e si lamentava. Era una di quelle signore impellicciate con i capelli viola... All'intervallo mi si è avvicinata per rompermi per via della tosse (come se avessi potuto fare qualcosa!) e invece la conversazione si è spostata, non saprei nenache dire come, tutta su un altro argomento. Siamo finite a parlare di scrittura, di libri, di romanzi, del fatto che a me piaceva scrivere e lei insisteva a dirmi di seguitare a farlo, di non smettere mai... Parlammo anche di mia nonna, le dissi che lo scrivere e i ricci sono due cose che ho ereditato da lei. La conversazione fu troncata all'improvviso dallo spegnarsi delle luci, ma avevo visto nel suo sguardo che c'era ancora qualcosa che voleva dirmi... Finito lo spettacolo, mentre ci stavamo avviando tutti verso l'uscita seguendo il professore, mi sono sentita tirare per un braccio, mi sono girata, c'era la signora di prima; mi consigliò questo libro:
"Donne che corrono con i lupi".
"Leggilo", mi disse, "è un libro che devi avere sempre con te, leggilo con attenzione"
poi la gente si è messa in mezzo,
il professore mi chiamava...
la signora è come sparita di colpo,
non l'ho più vista e non sono riuscita nenache a ringraziarla.

Ho letto il libro, varie volte a dire la verità, e devo ammettere che non è stato "illuminante" come speravo, ma seguito a rileggerlo... c'è qualcosa tra quelle pagine, ne sono sicura!
Non voglio mettermi a parlare di angeli o simili, non sono il tipo, ma ci sono delle persone, delle anime, che sono come dei "messaggieri". Credo che tutti possano più o meno raccontare delle esperienze simili, certo bisogna saperle cogliere, farci caso, ma capitano, a me capitano spesso. Succede con una persona in autobus, che magari attacca bottone distrattamente parando del tempo, e tra le tante frasi banali, ne infila una che ti colpisce, che non c'entrava con quello che stava dicendo, una frase che porta un messaggio per te.
Mi piace credere a queste cose,


mi piace credere che "la comunicazione" abbia mille vie,
mi piace credere,
come scrive Cohelo nell'Alchimista,
che ci sono segnali da cogliere, ovunque.
Mi piace credere che per la mia mente non ci siano i confini limitati del razionale-ad-ogni-costo,
mi piace che le cose o le persone riescano a stupirmi,
mi piace sentire nel vento l'abbraccio di una parsona lontana
e in una farfalla bianca il sorriso di mia nonna.
Ho bisogno di queste possibilità,
ho bisogno di immaginare mille strade
e mille sviluppi per il mio divenire.

postato da: nautike alle ore 28/01/2006 12:22 | Permalink | commenti (3)
categoria:azzurro, oro
venerdì, 27 gennaio 2006

Non era per niente una cosa da lui,
per questo forse ci ha fatto ancora più effetto.
Era uno di quelli che calcolano tutto, che sanno che possono prolungarsi a spiegare al massimo fino a 10.27 per poter interrogare tre persone e fare a ognuna tre domande entro le 11.15 ...
non so se ho reso l'idea...
Fatto sta che per la ricorrenza della giornata della memoria, l'anno che frequentavo il terzo liceo, si rivelò capace  di qualcosa di molto diverso rispetto a come avevo visto comportarsi altri professori, in simili circostanze, in precedenza. Di norma il massimo dell'impegno e della partecipazione era stato incaricare qualcuno di leggere qualche pagina da "Se questo è un uomo" che, e lo dico con la massima convinzione, è un libro di grande valore, una testimonianza storica diretta e straordinaria, ma se viene letto con lo stesso tono cantilenante con cui i bambini ripetono a memoria le preghiere imparate al catechismo...! Che senso ha? Per farla breve insomma, invece di usare tante parole e tanta retorica(!!), il professore d'italiano arrivò in classe con uno stereo sulla spalla, lo piazzò sulla cattedra e fece partire, nel silenzio dell'aula, questo cd:

 

 

      

                        (clik sulla copertina )

postato da: nautike alle ore 27/01/2006 22:10 | Permalink | commenti
categoria:arancione
sabato, 21 gennaio 2006
In terza media mi sono rotta un piede sui pattini a rotelle, niente di grave, ma per tutto il periodo che ho avuto il gesso mamma doveva accompagnarmi a scuola con la macchina e siccome usciva presto per andare a lavoro, mi lasciava in classe un po' prima che cominciassero le lezioni. Era strana la scuola così... vuota, silenziosa, ordinata, mi faceva un po' paura stare lì da sola quindi leggevo, per non pensarci. Era il momento di "Niente di nuovo sul fronte occidentale", dall'antologia ne avevamo lette delle campionature, mi interessava e avevo preso il libro.
Mi piacque da subito!
Il modo in cui è scritto, le descrizioni lente e precise... 
L'ho adorato quel libro!
C'è un pezzo, un brano, verso la fine, diverso dal resto del libro: è come uno squarcio di cielo azzurro in una mattina umida e buia, 
un vero inno alla vita! 
Senza dubbio una delle mie pagine preferite:

"I mesi passano. Questa estate del 1918 è la più sanguinosa e la più greve. I giorni stanno, come angeli d'oro e d'azzurro, inafferrabili sopre la cerchia della distruzione. Tutti qui sappiamo che perdiamo la guerra. Non se ne parla molto, ma siamo in ritirata, e non potremmo più attaccare dopo questa grande offensiva, non abbiamo più nè uomini, nè munizioni. E tuttavia la lotta continua, la strage continua...
Estate millenovecentodiciotto: mai la vita, pure in questa sua così miseranda parvenza ci è parsa più desiderabile di ora: papaveri rossi sui prati intorno ai nostri baraccamenti, lucidi insetti sui fili d'erba, calde serate nelle camere semibuie e fresche, alberi neri e misteriosi nel crepuscolo, stelle e fluire di acque, sogni e lunghi sonni.
Oh vita, vita, vita!"
postato da: nautike alle ore 21/01/2006 12:48 | Permalink | commenti (6)
categoria:bianco
venerdì, 20 gennaio 2006

tic - tac

Tic - tac, Tic - tac, Tic - tac.

Tic - tac, Tic - tac, Tic - tac.

Tic - tac, Tic - tac, Tic - tac. 

Tic - tac

postato da: nautike alle ore 20/01/2006 18:00 | Permalink | commenti (3)
categoria:rosa, blu
mercoledì, 18 gennaio 2006

Per la serie "Le avventure di Lucia" trasmettiamo oggi:
"Lucia e il suo ombrello"

Lucia è a Roma, è il 4 settembre, Francesco De gregori suona all'ippodromo di villa Borghese. Lucia, in compagnia di me medesima, S.SilvestroMan, Stefano e Sara (questi ultimi impegnati in: "perchè hai messo la maglietta uguale alla mia?"), si reca allegra e felice al concerto! Il tempo inizia drammaticamente a peggiorare, si scatena un diluvio torrenziale: musica e pioggia si fronteggiano in un duello di pari intensità! Lucia è sotto il suo ombrellino che si gode la musica del Principe quando un giovane le chiede ospitalità sotto il suo ombrello... (Precisiamo: non ha esattamente "chiesto" diciamo che si è infilato sotto il suo ombrello mentre lei era distratta e quando si è rigirata ha scoperto di avere ospiti!! "Ah... Salve!?!")

I mesi passano, un autunno e un inverno molto piovosi (da emergenza Tevere!) offrono a Lucia la possibilità di sfruttare riccamente il suo ombrello, ma tutto procede, più o meno, con tranquillità fino alla sera di capodanno! Lucia è in compagnia di alcuni amici in un locale per un rapido spuntino prima di proseguire la serata, piove a dirotto e lei, ovviamente ha il suo fido ombrello con sè! Sventurata, commette l'imprudenza di depositarlo all'entrata, poco dopo, quello che appena pochi mesi prima era stato un ricovero per un povero passante infreddolito diviene una "potente" arma! Proprio mentre era intenta a consumare il suo pasto, Lucia si accorge che fuori dal locale è in corso una rissa... Indovinate con cosa si stavano picchiando i due litiganti...? Proprio così! Con l'ombrello di Lucia!

Desiderosa di mettere fine in fretta alla triste vicenda del suo fidato ombrellino, Lucia decide di recarsi, appena passato il capodanno, a comprare un nuovo ombrello, ma... raggiunto dove acquistarlo scopre che il negozio, uno storico del centro che sarà lì da almeno cinquant'anni, ha improvvisamente traslocato!!!

Lucia, Lucia...   

postato da: nautike alle ore 18/01/2006 17:29 | Permalink | commenti (14)
categoria:azzurro
lunedì, 09 gennaio 2006

Girando qua e là avevo notato che si stava diffondendo una nuova catena, qualche tempo fa eravamo stati tutti contagiati da una sulla musica, stavalta è il turno di una sulle "strane abitudini". Hanno pizzicato anche me ('naggia carletto!) e quindi... mi tocca!

 


Vediamo se dal mio baule esce qualcosa di abbastanza insolito...

Questo...?
 Bhè no dai! Capita a tutti!
Allora forse... mha... niente di che!
Ah ecco...

UNO: Non chiudo mai la tenda della finestra, nè abbasso la serranda. Mi piace che il sole possa entrare liberamente nella stanza al mattino (anche in estate!), aprire gli occhi e trovarlo già lì a darmi il suo buongiorno!

DUE: Sul mio letto ci sono tre cuscini, "decorativi" per così dire, quando li tolgo per andare a dormire, li accatasto su una poltrona e metto sempre quello a righine in cima agli altri. Quando dico "sempre" intendo "sempre-sempre" nel senso che se sono già a letto e mi accorgo che sono messi male, mi rialzo e li scambio di ordine.

TRE: Quando bevo qualcosa, qualunque cosa: the, caffè, cappuccino, succhi di frutta di vario genere... lascio sempre il fondo. Lucia esce matta con questa storia! Proprio non si capacita del perchè io debba sempre lasciare nel bicchiere o nella tazza almeno un dito di quel che stavo bevendo! (A pensarci neanch'io saprei dire perchè lo faccio!)

QUATTRO: Un tipo di biscotti che va bene per la mia colazione del lunedì e del martedì al mercoledì è già improponibile! Ho subito bisogno di cambiare e così al resto della famiglia tocca smaltire i biscotti abbandonati. Il fatto è che il risveglio è un momento molto critico, e mangiare a quell'ora... che tragedia! Infatti, visto che stasera sono in vena di confessioni, il più delle volte la mia colazione si risolve con un bel bicchiere d'acqua!

CINQUE: I libri! Tutto si può dire di me (bhè ecco... quasi!) tranne che io sia una persona ordinata, ma non succederà mai, mai e poi mai, che i miei libri siano in disordine! Una precisione davvero mainiacale! Ora si intende che quando dico "ordine" intendo il mio ordine, che se volete non è che un "disordine ordinato", ciò significa che probabilmente ad altri la mia appare come una disposizione casuale, ma sotto sotto è tutt'altro che così! Alcuni criteri sono abbastanza manifesti: molti libri sono radunati per casa editrice ad esempio, anche se non dimentico mai di distinguere tra autori stranieri e italiani, in alcuni casi creo delle... "aree tematiche", diciamo così, oppure metto da una parte tutti i libri che collego a una persona... e ancora, e ancora... insomma un vero labirinto!

Cinque ve le ho dette! Non mi pare il caso di indagare oltre... Sono piena di stranezze io sisi! Adesso? Ah giusto! chi incatenare... vediamo vediamo.... vabbè, facciamo così: chi vuole...!

REGOLAMENTO:
Il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo "cinque tue strane abitudini", e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovreste scegliere 5 nuove persone da indicare, linkando il loro blog o web journal. Non si dimentichi di lasciare un commento nel loro blog o journal, nel quale si annuncia al malcapitato: "sei stato scelto" (se accettano commenti), nonché di dire al padrone di casa di leggere il vostro.

postato da: nautike alle ore 09/01/2006 23:59 | Permalink | commenti (5)
categoria:giallo, verde
lunedì, 02 gennaio 2006
Ha due anni, qualcosa in più forse, è la figlia di certi amici, ieri pomeriggio, con i miei pennarelli ha fatto questo disegno.
Lo riguardo oggi, mentre la testa mi scoppia per tutti i pensieri che ci sono dentro e gli occhi... lasciamo stare. Lo riguardo e penso che laddove non mi riesce di vedere che macchie colorate e linee curve, spezzate, irregolari, per Giulia ci sono alberi, colline, bambini e altre cose bellissime che non ricordo o non ho saputo decifrare dalla sua descrizione. Mi ha chiesto di disegnarle un palloncino, eccolo lì con la sua bella rotondità, con la regolarità perfetta delle onde del suo filo. Quel blu all'interno del palloncino non è un tentativo infelice di colorarlo ma, a detta dell'artista in persona, "un lago con una casina". Vorrei che quel mio palloncino non fosse così perfetto, così stereotipato, vorrei che i miei disegni, e la mia mente di conseguenza, fossero liberi come quelli di Giulia. Non passerà molto tempo prima che le sue forme diventino simili alle mie, simili a quelle di tutti, sostanzialmente non passerà molto tempo prima che lei smetta di guardare e di usare i suoi occhi. Modelli, stereotipi, scatole. Quel palloncino, così "bello", non è che una scatola dove presto Giulia metterà la sua fantasia, chiuderà per bene e quando ormai avrà ventanni, senza rendersene conto, disegnerà un palloncino proprio uguale al mio, lo riguarderà e se avrà ancora un po' di coscienza si renderà conto di tutta la libertà a cui ha rinunciato.

Possiamo vantarci di essere liberi, di non avere condizionamenti, di vedere con l'anima e non solo con gli occhi, ma c'è un qualcosa che ci hanno ficcato nella mente, proprio mentre eravamo "morbidi" e inclini ad essere plasmati, proprio mentre non potevamo difenderci, che funziona come un filtro e influenza il nostro sentimento del bello.  Siamo tutti schiavi, tutti servi delle forme che ci hanno imposto, tutti così legati a quegli stereotipi,
a quei modelli!

I corsi di progettazione sono pieni di professori e assistenti che ti dicono che non guardi, che tieni gli occhi chiusi, che quando disegni o immagini qualcosa non hai la mente libera, ma incanalata in una rete fitta fitta di schemi precedenti. Non riesci a crederci all'inizio, perchè tutti questi condizionamenti sono così radicati dentro di te, che non sei più neanche capace di distinguere cosa sei tu e cosa sono loro. E allora inizi a pensare che devi spogliarti di queste vesti sgradite, scorticare fino al vivo la tua pelle per riportare in luce il rosso brillante sepolto sotto. E' un'immagine un po' brutale forse, ma rende l'idea della difficoltà del processo da compiersi. E più passa il tempo, più ti convinci che davvero è possibile essere diversi, nel pensiero e nell'aspetto, e che la tua mente può ritrovare la sua libertà, ma poi...
postato da: nautike alle ore 02/01/2006 19:59 | Permalink | commenti (12)
categoria:rosso, rosa, blu , arancione
domenica, 01 gennaio 2006

Senza alcun dubbio
la fine e l'inizio d'anno più bagnati che io ricordi! 
Ha piovuto tutto ieri e se oggi ha smesso non è stato che per brevi intervalli. Forse tutta quest'acqua, goccia dopo goccia, vuole lavar via ogni traccia del vecchio anno per fare spazio per bene a quello nuovo. Sarebbe bello se fosse così, significherebbe che ai giorni che verrano occorre tantissimo spazio per annotare tutto ciò che hanno da racontarci. E' quello che mi auguro più di qualunque altra cosa: giorni, ore, minuti, istanti... tutti stracolmi di storie, di sogni, di vita!

postato da: nautike alle ore 01/01/2006 20:00 | Permalink | commenti (3)
categoria:bianco