martedì, 29 novembre 2005

"ottomila lire al chilo"

I ricordi di mia Nonna profumavano di castagne arrostite.
Ho sempre pensato fosse così perchè iniziava subito a raccontarci qualcosa non appena le castagne che aveva messo sul fuoco iniziavano ad abbrustolirsi. Probabilmente accadeva perchè quell'odore, quello delle castagne, era l'unico che le ricordava la "sua" Roma, quella in cui era ragazza, quella in cui aveva amato mio Nonno e la Vita, per resistere alla guerra. Comprava le castagne al mercato Trinfale "da quella donnetta che mi conosce chè ci vado sempre", perchè fossero buone, buone-buone, sapeva che dovevano essere quelle da ottomila lire al chilo. Con ottomila lire lei si accaparrava un chilo delle migliori castagne e noi... Lei parlava e noi volavamo indietro nel tempo, lei parlava e noi diventavamo grandi, un pochino più grandi.
I suoi racconti, le sue storie, sono le fondamenta del nostro essere e la luce che illumina il nostro divenire.

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categoria:oro
domenica, 27 novembre 2005

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categoria:blu
sabato, 26 novembre 2005
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore.
(J. Prevert)
Secondo liceo, gita a Madrid. Mi ricordo di una sera, in un locale orribile, l'unico disposto ad accogliere un gruppo di studentelli liceali, e mi ricordo di me, là dentro, e della mia voglia di scappare, quella voglia implacabile che prende nel mettere a fuoco quanto diverso sia il posto in cui ci si trova, rispetto a quello in cui si vorrebbe essere. All'improvviso, mentre mi affannavo nella mia insofferenza, ho visto due ragazzi che si stavano baciando, non come si baciano due sconosciuti che "si sono saltati addosso" in una discoteca perchè lei aveva una gonna corta e lui una camicia un po' sbottonata, ma come si baciano due persone che si amano, che si sono cercate per tutta la vita e trovate lì, in quel luogo e in quel momento. Mi è rimasta in mente la loro immagine, il loro annullarsi rispetto all'esterno, il loro vivere una realtà parallela, il loro essere irraggiungibili.
Questa poesia, in cui sono inciampata per caso,
mi sembra proprio parli di loro. 
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categoria:rosso, azzurro, arancione
mercoledì, 23 novembre 2005

Quando sarà stato...? Un anno fa? Ma si, più o meno... Parlavo con mio fratello e gli facevo uno di quei discorsi del tipo "bhè adesso mi sento più grande, sento che è proprio diverso il modo in cui mi approccio alle cose...bla bla bla" e lui "mha... secondo me non hai ancora pienamente superato l'infanzia...".
Mi è venuto così da ridere!
Ho riso per un'ora! 
E sapete perchè? E' verissimo!
Al di là di tutto, al di là di tutte le mie chiacchiere sono ancora com'ero da bambina, solo un po' più in grande...


Ieri: il barattolo dello shampoo era quasi finito, c'ho messo dentro un po' d'acqua e l'ho agitato per bene, per fare uscire anche l'ultima parte. Con l'acqua il sapone ha iniziato a fare le bolle così ci ho soffiato un po' sopra, piano piano, e son riuscita a farne venir fuori alcune belle grandi! Erano talmente belle!

postato da: nautike alle ore 23/11/2005 22:02 | Permalink | commenti (9)
categoria:giallo, verde
lunedì, 21 novembre 2005

"Vedi Amore
come sono grandi le stelle nel cielo
e com'è bello sentirsi scivolare la notte nel cuore?
Questa notte sul tetto
ad ascoltare la canzone che l'universo ci sta per cantare
adesso stringi la mia mano
più forte ancora,
questo silenzio mette un po' paura..."
"Eleonora" A. Venditti

 

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categoria:rosso
domenica, 20 novembre 2005

i primo p greco con uno

"...andrà a sbattere in quell'orizzonte
se una terra non c'è..."


Ma se fosse successo? Se Colombo non l'avesse trovata, l'America, in fondo a quel orizzonte? Se non ci fosse stata nessuna terra da scoprire, se il mondo non avesse avuto confini più ampi di quelli che si credeva? Se fossero state solo sue illusioni e se per inseguirle avesse portato a morire i suoi compagni, avesse distrutto le navi di Isabella e infine fosse morto lui stesso, perso in qualcosa che non c'è? In che termini la Storia ci parlerebbe di lui, se tutto fosse andato così? Se a una corsa lunga mesi, non fosse seguito niente?

"E di terra ne ha avuta abbastanza, non di vele e di prua,
perchè ha trovato una strada di stelle nel cielo dell'anima sua.
Vorrei alzarmi sulle punte, salire su quel gradino e magari in piedi su quella sedia per vedere se magari, lungo quella linea,i primo p greco con uno, lontano lontano... "Se lo sente, non può più fallire, scoprirà un nuovo mondo" Non si vede niente, eppure... "ma quell'attesa lo lascia impaurito di toccare già il fondo" Però no, niente. E mi verebbe da girare la mia "navicella" (chè diaciamocelo è più la triremi di Ulisse che la caravella di Colombo) e fare rotta verso casa, tornare indietro, lasciar perdere questa "assurda battaglia", ma poi... poi penso che è vero:
"prima di nascere l'anima naviga già".

Non siamo fatti per credere che i nostri sogni non si realizzeranno mai, non siamo fatti per credere che questo tramonto resti per sempre "un tramonto di vetro", non siamo fatti per credere che non ci sia una terra in quell'orizzonte. A volte forse il problema è proprio questo. l'incapacità di accettare che una determinata situazione non abbia un seguito. La verità è che Colombo è stato forunato, ha trovato la sua terra, non erano le Indie certo, ma la sua nave è riuscita ad attraccare. E se quella terra non ci fosse stata? Sarebbe stato capace di accettarlo? Avrebbe saputo rinunciare? E io? Potrei?
Andare a sbattere nell'orizzonte. Ma cosa significa?
 

Ascoltando "Cristoforo Colmbo" F.Guccini

postato da: nautike alle ore 20/11/2005 19:23 | Permalink | commenti (2)
categoria:rosso
mercoledì, 16 novembre 2005

Quanto mi piace dormire il pomeriggio!
Sacrificherei l'intero sonno notturno a tutto vantaggio di quello pomeridiano! Dopo il caffè (che non è vero per niente che tiene svegli!), davanti alla tv o dopo aver leggiucchiato qualcosa, con la complicità della mia copertina di pail verde, adoro lasciarmi scivolare piano piano in un sonno dolce. Non è il dormire profondo e nero della notte, è uno stato di grazia fragilissimo, molto facile da turbare. Al risveglio si prolunga, per un tempo infinito, quello stato di semicoscienza in cui tutti gli stimoli arrivano confusi e rallentati e più che di alzarmi per mettermi a studiare avrei voglia di restarmene al calduccio, bere il thè, mangiare i biscottini, vedere un film, meglio se in compagnia (!!!)...
E invece: staticaaaaa!

"Il problema dell'equilibrio e del moto dei corpi richiede di rappresentare in modo conveniente e sintetico..."

 

postato da: nautike alle ore 16/11/2005 19:37 | Permalink | commenti (6)
categoria:rosa
domenica, 13 novembre 2005

 

Al mondo ci sono anche cose come questa!

 

Mi credete troppo brava se pensate che abbia la possibilità di farvi anche solo lontanamente intuire la sublime squisitessszzza del "Cremoso caldo al cioccolato e peperoncino servito con gelato al pistacchio e gocce di sciroppo al lampone".
Mai le mie parole, per quanto impegno possa mettere nello scieglierle, potranno rendere giustizia ad una tale bontà!
Un'onda densa e corposa di cioccolato fondente aromatizzato al peperoncino farà capolino non appena affonderete il cucchiaio nel vostro dolce e...
Niente! E' inutile! E' un'impresa impossibile!

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categoria:giallo
giovedì, 10 novembre 2005
"Anima mia,
chiudi gli occhi
piano piano
e come s’affonda nell’acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco
il più bello dei sogni
ti accoglierà,
anima mia,
chiudi gli occhi
piano piano
abbandonati,
come nell’arco
delle mie braccia,
nel tuo sonno
non dimenticarmi
chiudi gli occhi pian piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia
una fiamma verde
Anima mia."
 
Nazim Hikmet
 
 
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categoria:blu , azzurro
martedì, 08 novembre 2005

Brandelli, frammenti.

 


Dalla finestra non riesco a scorgere che qualche brandello di cielo, ritagliato tra il perimetro della finestra e la cornice del palazzo di fronte. I miei occhi seguitano a rincorrere quell'azzurro, non se ne stancano mai. Mi sporgo in avanti, poi indietro, mi abasso, mi faccio appena un po' a sinistra... ma sempre non riesco a vederne che un pezzetto. Lo voglio tutto, voglio  tutto. Più quel cielo lo sento dentro, più mi sembra che si allontani e quando credo di averne un angolino in mano, mi accorgo che l'azzurro si è già tinto di nero, in mano non ho niente ed è notte, di nuovo.    

postato da: nautike alle ore 08/11/2005 23:25 | Permalink | commenti (3)
categoria:rosso, bianco, blu , azzurro