A scuola non leggemmo più di una poesia delle sue, il professore si sgravò dall'icombenza di comunicarci l'esistenza di Dino Campana in non più di quindici minuti, ma io ero profondamente affascinata dalla drammatica, ma intensissima, storia d'amore tra Campana e Sibilla Aleramo; così curiosai per mio conto nel libro di letturatura. Scoprii una personalità complessa e tormentata, trascinata da un folle desiderio ora di vivere, ora di scomparire completamente e assolutamente.
"Campana insegue una concezione alta e sublime della poesia, come un momento misterioso di identificazione con la storia universale, e perciò come un momento assoluto di verità: è questo il senso dell'aggettivo "orfico" che ricorre nel titolo della prima e unica raccolta pubblicata in vita dal poeta (Canti orfici 1914). Il modo in cui la letteratura si rivela capace di mediare il rapporto con la verità profonda della vita e del mondo consiste nella possibilità di stabilire una rete di riferimenti non univoci, ma "aperti" e potenzialmente illimitati ai vari campi di esperienza del soggetto." (La scrittura e l'interpretazione)
L'invetriata:
La sera fumosa d'estate
Dall'alta invetriata mesce chiarori nell'ombra
E mi lascia nel cuore un sugello ardente.
Ma chi ha (sul terrazzo sul fiume si accende una lampada) chi ha
A la madonnina del ponte chi è chi è che ha acceso la lampada? - c'è
Nella stanza un odor di putredine: c'è
Nella stanza una piaga rossa languente.
La stelle sono bottoni di madreperla e la sera si veste di velluto:
E tremula la sera fatua: è fatua la sera e tremula ma c'è
Nel cuore della sera c'è
Sempre una piaga rossa languente.
La poesia di Campana non si ripiega mai su stessa,non indugia nel dolore dello scrittore, sfrutta questo dolore come mezzo di lettura del mondo, come strumento del conoscere, rifiutando ogni staticità. Il viaggio è uno degli elementi caratterizzanti la vita del poeta, non è sempre un viaggio di ricerca a volte è solo una fuga ossessiva indotta da un forte sentimento di alienazione. In ogni caso non è mai Campana a descrivere il suo dolore, ma il dolore di Campana
a raccontarci di Camapana stesso.

"Dino Campana" Ecco un altro modo che avrei potuto usare per rispondere alla domanda relativa a chi credo sia un poeta.


un dato piano inclinato alfa, si traccia la fuga di tale piano che passerà per le fughe di "g" e "p" rette appartenenti al piano. Si procede poi indicando una generica retta "x" appartenente ad alfa, su "i primo di alfa" si trova la fuga di tale retta, "I primo di x". Per costruire una retta y ortogonale alla retta x è necessario costruire in O un angolo di novanta gradi, per farlo si deve ribaltare O sul piano di quadro. Poichè la fuga del piano alfa non passa per O è necessario calcolare la distanza di tale fuga dal punto principale. Si traccia quindi un asse "a" ortogonale alla fuga di alfa e passante per "O primo con zero", il punto di intersezione tra le due rette è il punto"k". Si ribalta allora O sul piano di quadro e si trova "O ribaltato", il segmento "O ribaltato-K" si riporta sull'asse "a" e si trova "O doppio ribaltato" in cui è possibile costruire l'angolo di novanta gradi e ricavare y. Per ricavare l'asse z, ortogonale a "x", "y" e "alfa", si deve costruire un piano gamma ortogonale alla fuga di alfa, una volta fatto si rappresenta in O un angolo che misuri novanta gradi rispetto ad alfa e si trova sulla fuga del piano gamma, la fuga di tutte le rette ortogonali al piano alfa, tra queste si traccia quella passante per l'origine degli assi "x" e "y" già rappresentati e si ricava l'asse "z". Che bellezza!





