A volte Roma fa le magie, schiocca la dita e all'improvviso diventa bellissima, solo per Te. Non fai in tempo ad accorgerti come avvenga, ma in un secondo appena tutto si trasforma e sembra meraviglioso. Le persone, che prima ti apparivano come un gregge disordinato e confusionario, diventano attori occasionali di un teatro meraviglioso, la cui scenografia è composta da alti palazzi intonacati che si scagliano contro il cielo azzurro e pieno di luce; palazzi alti, antichi, con le loro nove linee belle e distinte. L'aria è fresca e ti accarezza le braccia ancora scoperte, il sole ti ferisce un po' gli occhi, ma è gradevole sentirlo sul viso, come se, da lontano lontano dove sta, avesse cercato proprio te. La folla dei turisti non è più un ostacolo ingombrante, ma anzi li guardi come per dire "venite, venite... venite a Roma! Ma non lo vedete quant'è bella?" e mentre "na carrozzella va co du stranieri" tu te ne vai a spasso, così, senza una meta precisa, senza niente da fare.
E cammini, cammini...
e quanta strada potresti fare!
E quanto lontano potresti arrivare!






Lei è il mio grande interrogativo, la mia questione irrisolta. Appena qualche anno fa la consideravo senza dubbio alcuno una delle mie migliori amiche poi, un giorno, non ricordo neanche quando e come sia avvenuto, è scivolata via. 


