giovedì, 30 giugno 2005

Capita a volte che io e la gatta si vada a caccia di mosche insieme.

Se entra una mosca la gatta deve ASSOLUTAMENTE ucciderla, a volte le mangia anche (...!!!), se però la mosca, astuta (!!!), svolazza troppo in alto, per catturarla Miao è costretta ad avvalersi della mia preziosissima collaborazione. Mi chiama e mi fa capire che c'è una mosca, ormai so cosa devo fare: la prendo e la sostengo con la mano da sotto la pancia, in questo modo che con le zampette posteriori si stringe al mio braccio, ma ha le anteriori libere per catturare la malcapitata mosca! Posso assicurarvelo, è una tecnica infallibile, non perdiamo un colpo, le nostre partite di caccia vanno sempre a buon fine e se la gatta non vuole dividere le prede conquistate... bhè non faccio mai storie!
Tutte sue!    

postato da: nautike alle ore 30/06/2005 12:44 | Permalink | commenti (16)
categoria:verde
mercoledì, 29 giugno 2005

Che assurdità! Un giorno qualcuno inciampa nella nostra esistenza e da un gesto della mano, un'espressione del volto, magari una parola, afferra in un solo istante qualcosa di noi, qualcosa che altri non avevano visto o che avevano impiegato anni per riuscire a vedere. Come ciò sia possibile non lo so davvero e, volendo essere sinceri, mi spaventa il modo in cui queste persone possano farsi largo nei nostri pensieri, senza che nulla si sia volutamente fatto per farle penetrare. Non c'è assolutamente niente di sentimentale in quello che sto dicendo, si tratta di un semplice scambio intellettuale, un contatto incidentale e potente tra due menti che si incontrano-scontrano solo per un istante. Tutti noi, in un modo o in un altro, per una ragione o per un'altra, abbiamo dei filtri, delle barriere, dietro cui nascondiamo la nostra fragilità o la nostra timidezza, ci sono tuttavia delle persone che questo filtro non riesce a trattenere, persone che arrivano ovunque, senza alcuna limitazione. Da una parte la loro presenza spaventa, dall'altra questi contatti, queste fiamme di un istante, risvegliano dentro di noi la voglia di vedere, di imparare, di conoscere, di crescere e chissà... magari anche di scrivere!

postato da: nautike alle ore 29/06/2005 01:20 | Permalink | commenti (5)
categoria:bianco, giallo, verde, azzurro
martedì, 28 giugno 2005

Degas, "Grande Ballerina vestita" 1881 
(scultura, dettaglio: "i piedi")
Musée D'Orsay  

E se a casa non c'è nessuno,
potrei anche mettermi a ballare...!

postato da: nautike alle ore 28/06/2005 18:49 | Permalink | commenti (5)
categoria:giallo
domenica, 26 giugno 2005

GRATTACHECCA ASSASSINA

Complice il gran caldo di questi giorni, ieri sera ho avuto la "geniale" idea di andare, con Lucia e Saretta, dalla "Sora Maria".
"La Sora Maria" è un chioschetto in cui da tantissimi anni (mia nonna e mio nonno andarono lì in uno dei loro primi appuntamenti) si avvicendano delle donne che fanno le grattachecche più strepitose di Roma. Proprio perchè così strepitose ogni volta che ci si va si deve mettere in conto di fare una fila così lunga che manco ai musei Vaticani!!! 
Ci mettiamo in coda e dopo una buona oretta arriva il nostro turno, proprio in quel momento inizia a girarmi la testa... Sarà stato il gran caldo, magari unito a un po' di stanchezza, con la complicità di qualche pasto saltato di troppo, o forse...  forse è stata l'emozione di poter gustare finalmente quella delizia (!!!), fatto sta che... bhè mi sono risvegliata con Sara e Lucia che mi prendevano a schiaffi per farmi rinvenire...! Grattachecca assassina!   

postato da: nautike alle ore 26/06/2005 13:08 | Permalink | commenti (39)
categoria:giallo, verde, arancione
giovedì, 23 giugno 2005

 

...bhè? Non starete mica origliando...!?! 
Ma insomma!!! E' una faccenda riservata!!!

postato da: nautike alle ore 23/06/2005 19:45 | Permalink | commenti (6)
categoria:giallo
mercoledì, 22 giugno 2005

"Se hai bisogno e non mi trovi, cercami in un sogno"

A proposito di occhi, occhi da poter guardare...

Il discorso sarebbe complicato, inizierebbe con un sogno, un sogno orribile e meraviglioso:
io e "qualcuno" in un mio disegno, e finirebbe...
forse non finirebbe più.
Meglio lasciar perdere.

postato da: nautike alle ore 22/06/2005 23:29 | Permalink | commenti (6)
categoria:rosso, blu , azzurro
martedì, 21 giugno 2005

Genova, schiacciata sul mare, sembra cercare
respiro al largo, verso l’orizzonte.
Genova, repubblicana di cuore, vento di sale,
d’anima forte.
Genova che si perde in centro nei labirintici vecchi carrugi,
parole antiche e nuove sparate a colpi come da archibugi.
Genova, quella giornata di luglio, d’un caldo torrido
d’Africa nera.
Sfera di sole a piombo, rombo di gente, tesa atmosfera.
Nera o blu l’uniforme, precisi gli ordini, sudore e rabbia;
facce e scudi da Opliti, l’odio di dentro come una scabbia.
Ma poco più lontano, un pensionato ed un vecchio cane
guardavano un aeroplano che lento andava macchiando il mare;
una voce spezzava l’urlare estatico dei bambini.

Panni distesi al sole, come una beffa, dentro ai giardini.
Uscir di casa a vent’anni è quasi un obbligo, quasi un dovere,
piacere d’incontri a grappoli, ideali identici, essere e avere,
la grande folla chiama, canti e colori, grida ed avanza,
sfida il sole implacabile, quasi incredibile passo di danza.
Genova chiusa da sbarre, Genova soffre come in prigione,
Genova marcata a vista attende un soffio di liberazione.
Dentro gli uffici uomini freddi discutono la strategia
e uomini caldi esplodono un colpo secco, morte e follia.
Si rompe il tempo e l’attimo, per un istante, resta sospeso,
appeso al buio e al niente, poi l’assurdo video ritorna acceso;
marionette si muovono, cercando alibi per quelle vite
dissipate e disperse nell’aspro odore della cordite.

Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore,
ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.
Per quanti giorni l’odio colpirà ancora a mani piene.
Genova risponde al porto con l’urlo alto delle sirene.
Poi tutto ricomincia come ogni giorno e chi ha la ragione,
dico nobili uomini, danno implacabile giustificazione,
come ci fosse un modo, uno soltanto, per riportare
una vita troncata, tutta una vita da immaginare.
Genova non ha scordato perché è difficile dimenticare,
c’è traffico, mare e accento danzante e vicoli da camminare.
La Lanterna impassibile guarda da secoli gli scogli e l’onda.
Ritorna come sempre, quasi normale, piazza Alimonda.

La «salvia splèndens» luccica, copre un’aiuola triangolare,
viaggia il traffico solito scorrendo rapido e irregolare.
Dal bar caffè e grappini, verde un’edicola vende la vita.
Resta, amara e indelebile, la traccia aperta di una ferita.

 

F.Guccini
"Piazza Aimonda", Ritratti

postato da: nautike alle ore 21/06/2005 13:11 | Permalink | commenti (7)
categoria:rosso, arancione
domenica, 19 giugno 2005

"piove sui nostri vestimenti leggeri"

 

Continua a piovere... che cosa strana! Che estate strana! Accade quasi ogni giorno ormai: un temporale rapido e intenso e poi torna il sereno, la tranquillità. Nell'aria rimane solo, come un eco lontano, quell'aroma di umido, di foglie, di alberi...
Mi torna in mente una giornata di tanti anni fa, nella nostra casa in campagna, ero piccola, cinque o sei anni. Scoppio un temporale, fortissimo. Rimanemmo affacciati alle finestre a spiare la natura sotto l'effetto di quel diluvio, guardavamo gli alberi piegarsi, sotto il peso dell'acqua, fin quasi al terreno. Quando tutto si placò e uscimmo fuori, si respirava solo l'odore della terra. Riempiva tutta l'aria. Sembrava non ci fosse nulla, sembrava non esistessero strade, nè città, nè macchine, nè progresso: sembrava ci fosse solo terra, a perdita d'occhio. Che strano, me ne ricordo ancora...

postato da: nautike alle ore 19/06/2005 21:11 | Permalink | commenti (5)
categoria:bianco, azzurro, arancione
giovedì, 16 giugno 2005

Esattamente un anno fa,
esattamente in queste ore.

Esattamente un anno fa stavo facendo il tema di maturità. La mia scelta fu di scrivere un articolo sul tema dell'amicizia. (Avrei fatto il tema di letteratura, ma il professore ci aveva assicurato che sarebbe stato impossibile che uscisse Montale e cito testualmente: "Montale ragazzi? Ma no! Montale è troppo complesso, non si presta, non si presta... Montale escludetelo al cento per cento!" chi uscì? ma su è ovvio! Uscì Montale!)
Non ero tesa per niente, la prova d'italiano era senza dubbio quella che mi preoccupava meno. Mi ricordo quando ci hanno fatto sedere nei banchi, avevo il mio bel vocabolario, amatissimo, foderato con una copertina rossa. Lo stesso vocabolario aveva accompagnato i miei fratelli, anni prima, quando anche loro avevano fatto la maturità, ci sono i loro nomi scritti dentro, in ordine cronologico prima Maurizio, poi Stefano, poi io...
Stavo seduta al mio banco e mi gurdavo intorno, ero emozionata: bene o male si trattava di un momento storico, un momento che avrei ricordato per tutta la vita, un momento che avevo aspettato per tanto tempo, una momento che mi avrebbe consegnato un lasciapassare per la vita vera, quella che avrei condotto fuori da quello schifo di scuola. Mentre ero lì però non aveva nessuna importanza che le persone che avevo attorno non erano quelle che avrei voluto, o non erano come avrei voluto che fossero, nessunissima importanza, in quella circostanza non erano che testimoni di un avvenimento solo mio, avrebbero potuto essere statue di gesso, non aveva nessunissima importanza, stavano lì, ma la barriera di fuoco dovevamo passarla solo io e la mia penna.
La penna, la penna... non è che per il tema di maturità si possa usare una penna qualsiasi, ci voleva una signora penna, una che scorresse che è una bellezza, ma che contemporaneamente scrivesse sottile e leggero, come piace a me. Fu una scelta durissima, quella della penna intendo, condotta in compagnia di Vale, ma questo era implicito.

  

postato da: nautike alle ore 16/06/2005 12:34 | Permalink | commenti (16)
categoria:rosso
mercoledì, 15 giugno 2005

CORSI E RICORSI

Mamma e Papà si conobbero un giorno, per caso, all'università. Lei accompagnava un'amica che andava a trovare il suo ragazzo che aveva appena fatto un esame. Papà teneva compagnia ad un amico che aspettava che la sua ragazza passasse a trovarlo, appena finito un esame. Bhè, andò così...
Iniziarono a frequentarsi per un po', ma lei non è che fosse proprio convinta: "questo? bho...? E se poi ci prova? Uff... Però, magari...". Ne parlava con mia Nonna, che invece, occhio lungo, aveva capito al volo che sarebbe stato la persona giusta per lei e la incitava a dare al poveretto una possibilità. Inutile dire che mamma ascoltò il suo consiglio...

 
Mamma mi ripete spesso che non è detto che "suonino i violini o le campane" quando incontri la persona che fa per te e che è una follia rincorrere un ideale assurdo e irragiungibile, quando chi cerchi da sempre, magari ti era proprio accanto e l'hai fatto scappare...

Farei bene a dar retta a mia madre, come lei, a suo tempo, diede retta alla sua, e invece?
invece sto qui, ad aspettare che inizi il concerto... 

postato da: nautike alle ore 15/06/2005 17:27 | Permalink | commenti (7)
categoria:blu , arancione